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16 anni e incinta: la storia di Giada

Riflessioni sulla storia della quinta protagonista della nuova stagione

La quinta puntata di 16 anni e incinta (in onda venerdì alle 21.10 su MTV Sky 133 e NOW TV) racconterà la storia di Giada. I sessuologi di AISPA (Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata) hanno analizzato il rapporto tra maternità e giovane età.

Giada, vent’anni, e Michael, sedici, hanno scoperto di aspettare un bambino durante una crisi del loro rapporto, l’estate scorsa. Dopo un iniziale sgomento, in quanto gravidanza inaspettata, l’arrivo di Chloe è stato l’evento che ha consentito loro di risanare il rapporto, superando le incomprensioni. L’arrivo di un figlio può aiutare, in alcuni casi, a far sì che la coppia si ritrovi a guardare insieme verso un progetto futuro, condividendone la costruzione passo dopo passo. Il viaggio verso la nascita della piccola non sarà di certo facile, per una serie di ragioni. Giada, ragazza appassionata di danza e conosciuta ragazza immagine, dal mondo delle discoteche si è ritrovata catapultata in quello degli adulti. Cosa succederà una volta nata la bambina?  Ci saranno scelte, responsabilità e difficoltà fino a quel momento sconosciute da affrontare. Giada potrà essere arrabbiata per non poter più essere la ragazza immagine che era e si vedrà costretta, per almeno i primi anni di vita della bambina, a rinunciare alla sua vita notturna. Ci saranno rinunce inevitabili che se da una parte garantiscono la sopravvivenza della bambina, dall’altra potrebbero risultare pericolose per l’equilibrio psicologico dei genitori. Quando sono due adolescenti a diventare mamma e papà vi è, nella quasi totalità dei casi, la necessità di dover abbandonare gli studi per accudire il nascituro e, in mancanza di aiuti economici esterni, per trovare un’occupazione che garantisca la sopravvivenza della famiglia. Lasciare gli studi spesso si traduce in isolamento sociale, depressione, ansia, vergogna o senso di colpa. La vita di questi genitori cambierà talmente che sarà difficile riuscire a ritrovarsi con i coetanei, alle prese con problemi e paure ben diverse. Entrambi dovranno avere il coraggio di parlare, di aprirsi e di chiedere il sostegno di cui necessitano. Il periodo post parto è molto delicato e, per una coppia che si conosce da alcuni anni ma che li ha trascorsi tra alti e bassi, la stabilità sarà messa a dura prova: stanchezza, solitudine e il nuovo ruolo di genitori con il quale misurarsi potrebbero indebolire il rapporto. Tra i due sarà soprattutto la neomamma ad accusare il colpo a causa dell’enorme fatica che l’accudimento di un neonato richiede: Giada non avrà occhi che per Chloe, col rischio che il neopapà si senta escluso. I sedici anni del ragazzo e una mancata evoluzione della personalità adulta e matura non aiuta di certo: di base l’adolescente vive una profonda crisi d’identità, tipica della persone in costruzione, e quando qualcuno non ha ancora trovato se stesso, riconoscersi in un genitore non è per niente facile.  Pertanto entrambi dovranno sostenersi a vicenda e valorizzarsi reciprocamente per crescere come individui, compagni e genitori. Confrontarsi, ritagliarsi degli spazi da soli e in coppia al di là di quelli dedicati alla famiglia, il sostegno, le coccole e la vicinanza fisica sono gli elementi che consentono ai neogenitori di recuperare la stabilità inevitabilmente persa, o forse mai acquisita ma, in questo caso, necessaria. Se inizialmente i ragazzi dovessero essere accolti in una delle due famiglie di origine, la soluzione non potrà protrarsi eccessivamente: la famiglia avrà bisogno dei suoi spazi per crescere insieme. Pertanto è necessario che Michael faccia delle scelte per il futuro orientate a garantire l’autonomia familiare: il canto e scrivere canzoni può essere mantenuto ma, attualmente, solo come hobby. Inevitabilmente diventare genitori così presto rende difficoltosa la futura realizzazione personale, ma non di certo impossibile: un bambino è sì un impegno ma non un ostacolo, purché si riesca a mantenere un equilibrio tra famiglia, coppia e bisogni personali.  

D.ssa Federica Casnici