Sanremo 2021: piume e lacrime di sangue, il primo quadro di Achille Lauro è “glam rock”

Ovviamente, Gucci

Capelli turchesi come il make-up glitter, armatura metallizzata di paillettes, piume rosa che spuntano dalla rivisitazione di una paraspalle da football americano, a un certo punto, delle lacrime di sangue gli rigano il volto. 

Ecco il primo straordinario dei cinque quadri con cui Achille Lauro inaugura la sua prima performance artistica al Festival di Sanremo. Pronto ancora una volta a lanciare un messaggio fluido e libero con la "lettera del mondo all’umanità", che introduce il suo nuovo brano Solo Noi:

"Distante, scostante, aliena, trafitta. Io so come ti senti, sono qui, ferito dai tuoi errori, trafitto dai tuoi preconcetti. Aiutami perché ne ho bisogno, come si ha bisogno dell’amore di una madre. Il puro bisogno di essere amati. Non dimenticare chi eri, corpi nudi che si stringono, desideri. Quando all’assenza di un padre, alla passione di Cristo, alla febbre dell’oro. Quando davanti all’insensibile, arido, asciutto e impassibile me, tu sopravvivevi perché ti bastava un abbraccio".

 
 
 
 
 
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"Sono il glam rock, sono un volto coperto dal trucco, la lacrima che lo rovina, il velo di mistero della vita, la solitudine nascosta da un costume da palcoscenico, sessualmente tutto, genericamente niente", spiega Lauro al termine dell’esibizione, come diretta continuazione della "lettera del mondo all’umanità" che ha letto all’inizio della performance. Le luci si abbassano e incorniciano la sua sagoma maestosa, potente, scontornata.

"Esagerazione, lusso e decadenza, peccato e peccatore, grazia e benedizione. Sono gli artisti che si spogliano e lasciano che chiunque possa spiare nelle loro camere da letto e in tutte le stanze della psiche", continua Lauro, come se i suoi vestiti celassero una complessità che lo spettatore deve impegnarsi a a scoprire da solo. Tanto che non ha ancora svelato l'ermeneutica del suo costume, perché altrimenti sarebbe troppo facile.

"Esistere è essere. Essere è diritto di ognuno, Dio benedica chi è" la chiosa prima che sul palco del Teatro Ariston rimangano solo un paio di piume. 

 
 
 
 
 
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Sicuramente nel look c'è molto Bowie ed Elton John, ma anche un sacco di Renato Zero e per i millennials sarà chiaro anche il riferimento all'estetica dei cartoni animati giapponesi degli anni '80/'90 (che certo ha visto anche Lauro da bambino), come i Cavalieri dello Zodiaco o i "cattivi" che deve affrontare Sailor Moon. Guarda caso, tutti personaggi impegnati a salvare l'umanità puntata dopo puntata.

Ma come dicevamo, l'ermeneutica del suo costume non è stata ancora svelata e queste sono solo le nostre ipotesi. L'unica cosa certa è che tutto il look è una creazione personalizzata di Gucci per Achille Lauro.

 
 
 
 
 
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