Achille Lauro: Ziggy Stardust sul palco di Sanremo 2020 per dire no alla mascolinità tossica

"Sono stata anch'io bambina di mio padre innamorata"

Dopo la spoliazione francescana alla prima serata del Festival di Sanremo 2020 - la tutina scintillante è già leggenda, Achille Lauro ha di nuovo usato un costume di scena come espediente iconico e iconografico per arrivare a parlare d’altro e sempre di libertà. Liberatosi dai beni materiali per votarsi al mondo spirituale, nella terza serata della kermesse, ha portato sul palco Ziggy Stardust, una delle famose maschere di David Bowie. Il cantante è sceso dalla scala dell’Ariston in un look gender fluid, ancora firmato per lui da Gucci, perfetto per intonare: sono stata anch'io bambina di mio padre innamorata, l'inizio della sua cover di "Gli uomini non cambiano" di Mia Martini.  

 
 
 
 
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Ziggy Stardust, uno dei tanti alter ego di David Bowie.Anima ribelle simbolo di assoluta libertà artistica espressiva e sessuale e di una mascolinità non tossica.

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"Ziggy Stardust, uno dei tanti alter ego di David Bowie. Anima ribelle simbolo di assoluta libertà artistica espressiva e sessuale e di una mascolinità non tossica", spiega Achille su Instagram.

E il messaggio non è solo nel suo look, si fa dirigere da una donna e fa un passo indietro per dare tutta la scena ad Annalisa che duetta con lui. 

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Completo verde smeraldo, un trucco inconfondibile e perfetto: una parrucca realizzata appositamente per l’esibizione e un make-up ispirato a quello di Ziggy Stardust e al trucco glam rock dell’epoca. E ora, non vediamo l'ora di scoprire dove ci porterà il look che indosserà sul palco dell'Ariston per la quarta serata del Festival. Certamente, in un altro luogo di libertà.

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