Lady Gaga ha condiviso il finale alternativo del video di “911”

Quale versione preferisci?

Quello di "911" è uno dei music video più concettuali e personali mai realizzati da Lady Gaga. La clip - già iconica - è un viaggio nella mente della cantante, in bilico tra sogno e realtà. "È la poesia del dolore", ha spiegato lei stessa.

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Lady Gaga (@ladygaga) in data:

In queste ore sono state diffuse alcune scene inedite del video di "911", tra cui spicca il finale alternativo. Dai un'occhiata qui!

Molti fan hanno notato che in questa versione Gaga sembra perdere i sensi: alcuni sostengono stia meditando, mentre altri credono stia morendo.

E tu quale versione preferisci? In caso volessi rivedere il videoclip originale per decidere meglio, non devi far altro che cliccare play qui sotto.

In occasione dell'uscita di "911", Gaga ci ha tenuto a spiegare personalmente il significato della sua nuova creazione tramite un lungo post condiviso via Instagram.

"Questo cortometraggio è molto personale per me, è la mia esperienza con la salute mentale e il modo in cui realtà e sogni possono interconnettersi per formare eroi dentro di noi e intorno a noi - scrive la cantante - Vorrei ringraziare il regista Tarsem per aver condiviso un'idea di 25 anni fa che aveva con me perché la mia storia di vita gli parlava così tanto. Vorrei ringraziare Haus of Gaga per essere stati forti per me quando io non riuscivo a esserlo e la troupe per aver realizzato questo cortometraggio in sicurezza durante questa pandemia senza che nessuno si ammalasse. Erano anni che non sentivo così viva la mia creatività. Grazie BloodPop per aver fatto un atto di fede insieme a me nel produrre un disco che non racconta nient'altro che la verità. Infine, grazie a voi piccoli mostri. Sono sveglia adesso, posso vedervi, posso sentirvi, grazie per aver creduto in me quando avevo molta paura. Qualcosa che una volta era la mia vera vita quotidiana, ora è un film, una storia vera che ora è il passato e non il presente. È poesia del dolore."

ph: getty images