Eurovision 2022: le cose da ricordare della prima semifinale e i qualificati alla finale

Ecco i primi verdetti

L'Eurovision 2022 è partito alla grande. La prima semifinale ha proposto un ritmo serrato e diversi pezzi che stiamo già canticchiando e che si stanno conquistando un posto nelle nostre playlist.

Lo spettacolo al PalaOlimpico di Torino è iniziato in maniera emozionante, con un omaggio a Luciano Pavarotti e con delle coreografie spettacolari. I tre conduttori hanno inoltre retto il palco molto bene. Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika hanno condotto in maniera veloce e poco invasiva. Alla Pausini è sfuggito giusto un “porca vacca” sul finale, comunicando le nazioni qualificate per la finale, ma tutto sommato può essere considerato uno dei momenti da ricordare della prima serata.

Tra gli altri momenti memorabili c'è stato il tributo a Raffaella Carrà, che però secondo alcuni commenti sui social è risultato troppo breve.

Del tutto convincente invece l'esibizione epica di Diodato, ospite della prima semifinale, che finalmente ha potuto cantare davanti al pubblico dell'Eurovision “Fai rumore”. Il pezzo con cui aveva vinto il Festival di Sanremo 2020 e con sarebbe dovuto essere in gara all'Eurovision Song Contest di quell'anno, poi come sappiamo cancellato a causa della pandemia.

Hanno fatto ballare tutti gli altri ospiti della serata, Dardust con Benny Benassi e Sophie and the Giants, che hanno proposto un medley di successi dance italiani.

Ci ha poi fatto venire i “Brividi” l'apparizione, seppure breve, di Mahmood e Blanco, che sono già qualificati di diritto alla finale, visto che l'Italia fa parte dei Big Five, i paesi che sostengono maggiormente l'Eurovision, insieme a Francia, Spagna, Germania e Regno Unito. Sul palco i due sono saliti per fare quatto chiacchiere con i conduttori e per presentare una clip dalle prove del loro pezzo. Abbastanza per far salire l'attesa per la serata finale di sabato 14 maggio.

In attesa della seconda semifinale, prevista per giovedì 12 maggio, sono intanto stati annunciati i primi verdetti. Tra i 10 paesi che si sono qualificati per la finale c'è l'Ucraina, la favorita della vigilia, con la Kalush Orchestra che non ha deluso le aspettative e ha proposto un'esibizione potente e ad alto coinvolgimento emotivo.

Hanno conquistato il pubblico, e un posto in finale, anche la Moldavia, con il folk-punk scatenato degli Zdob şi Zdub & Advahov Brothers, il Portogallo, con la malinconica ed evocativa “Saudade, saudade” di Maro, l'originale trio country islandese Systur, il pop olandese di S10 e i norvegesi mascherati Subwoolfer. Oltre a loro sono passati pure i rappresentanti di Svizzera, Armenia, Lituania e Grecia.

Tra gli artisti che purtroppo non ce l'hanno fatta a qualificarsi per la finale ci sono la “Taylor Swift croata” Mia Dimšić e le Reddi, gruppo pop-rock danese tutto al femminile.

Ecco i 10 finalisti nel dettaglio.

Svizzera: Marius Bear “Boys Do Cry”
Armenia: Rosa Linn “Snap”
Islanda: Systur “Með Hækkandi Sól”
Lituania: Monika Liu “Sentimentai”
Portogallo: Maro “Saudade, saudade”
Norvegia: Subwoolfer “Give That Wolf A Banana”
Grecia: Amanda Georgiadi Tenfjord “Die Together”
Ucraina: Kalush Orchestra “Stefania”
Moldavia: Zdob şi Zdub & Advahov Brothers “Trenulețul”
Olanda: S10 “De Diepte”

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