Dargen D’amico

Dal rap all'hip-hop passando per i Crookers fino alla svolta 'pop'-olare...

Non è chiaro il momento preciso in cui Jacopo D'Amico, milanese di origini eoliane, trova sulla sua strada Dargen. Succede da qualche parte e in qualche tempo. Di sicuro su quella strada, a celebrare quell'incontro, c'era il fantasma del rap. Tanto rap ascoltato e imparato, il rap alla che diventa punto di partenza per tutta una serie di avventure esistenziali e sonore, le prime improvvisazioni, i primi virtuosismi, le prime sperimentazioni.

Dargen D'Amico si materializza nella scena rap italiana militando nelle Sacre Scuole insieme ai futuri Club Dogo e ne Il Circolo con personaggi storici della scena italiana come Zippo (Comitato) e Chief (Chief & soci). Siamo tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000.

Quando i suoi compagni e la scena seguono una loro evoluzione stilistica lineare, lui si tira fuori dal gioco. Per usare una metafora calzante, esce dal gruppo, esce da ogni idea di gruppo. Entra nel suo castello privato e lo trova pieno di fantasmi. Da una parte Jacopo, dall'altra Dargen, la luce e il buio illuminano e oscurano a tratti l'uno, a tratti l'altro. È il posto giusto.

Quando sembra ormai un desaparecido della scena , se ne esce con l'album "Musica Senza Musicisti" (autoproduzione pubblicata su Giada Mesi nel 2006), che è uno shock. La strada ora non solo è marcatamente personale, ma è anche molto distante dai cliché dell'hip-hop italiano. Se da un lato infatti tutte le energie sembrano far esplodere il rap alla sua intensità massima, intorno fioriscono le aperture creative dell'elettronica e strane forme che deviano i modelli della canzone italiana classica, la voce declinata in un'espressività nuova, testi capaci di giostrare quello spettro di umori che vanno dallo slancio poetico a un uso non banale dell'ironia, in un'alternanza ubriacante di registri, dal tragico al comico e con tutto quello che sta in mezzo.

Dargen nel frattempo ha nuove collaborazioni, tutte nate in contesti spontanei, di grande amicizia, come quella con i Two Fingerz, con i quali nel 2007 lavora all'album "Figli del Caos" (uscito su Sony BMG), o la prima importante jam con i Crookers: il pezzo "'Nchlinez" contenuto nel loro "Mixtape" dello stesso 2007, diventa un culto.

Il 2008 arriva il secondo - doppio CD - da solista, "Di Vizi Di Forma Virtù" (Talking Cat / distr. Universal), nel quale convivono, in un gioco di tensioni spesso avventurose e sempre spiazzanti, le tante anime di D'Amico, quella dell'eretico hip-hop, del rapper che sa usare le sfumature del genere e del cantautore freak da anni 2000 che gioca rispettando i propri fantasmi, in un registro di colori veramente inedito per l'Italia.

Nel 2009 c'è il primo duetto con Fabri Fibra in "Via Vai", una collaborazione che avrà prosecuzione nel 2010 con "Festa Festa", il singolo che i Crookers scelgono per il mercato italiano per presentare il loro album "Tons Of Friends". Dargen è l'unico italiano presente anche nella versione internazionale dell'album dei Crookers (in "Birthday Bash"), disco che ospita - tra gli altri - featuring di Kelis, Will.i.Am, Soulwax, Mixhell, Roisin Murphy, Pitbull, Tim Burgess.

Arriviamo al nuovo progetto di Dargen D'Amico, due EP: "D' - parte prima & parte seconda". È il Dargen più sentimentale e più legato alla forma canzone di sempre, influenzato dai grandi modelli metropolitani milanesi che sempre lo hanno suggestionato, da Enzo Jannacci a Cochi & Renato passando per Alberto Camerini, così come dai neomelodici napoletani, capace di muoversi sulle più dirette basi elettro-rap e allo stesso tempo di continuare nuove esplorazioni sonore, in una gamma di riferimenti qui che vanno dai Daft Punk e la dance italiana dei '90 a un'etichetta come la WARP, sempre perso in quello straniamento tra Jacopo e Dargen, tra luce e buio, teatro e vita reale, in quel limbo dove sorrisi e lacrime fanno lo stesso gioco.

"Odio Volare" è il video più recente, quello che - secondo MTV New Generation - segna la svolta 'pop'-olare...

dargendamico.it

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