MTV New Generation @ SXSW – Day 3 Post 1

di LUCA DE GENNARO | Are you a Rockstar? Prove it, baby!
di Luca De Gennaro "Are you a Rockstar? Prove it, baby!" E' scritto su uno dei milioni di poster in giro per Austin. E' un concorso con il quale si vince un iPad o roba del genere. Ieri sera, nel giro dei concerti, abbiamo visto 4 modi diversi di essere rockstar. Gli Strokes hanno suonato di fronte a 20.000 persone in riva al fiume. Un concerto tecnicamente orrendo. Lui stonato, chitarre dissonanti, sound da sala prove. Sull'Austin Chronicle di oggi scrivono, impietosi: "Nessuna canzone era abbastanza da allontanarti dalla fila per la birra". Un disastro. Però sono delle star assolute. Nella loro imperfezione costante, sono rockstar solo a vederli, per l'immagine, l'atteggiamento, il carisma. Insieme ai Foo Fighters sono gli ultimi, in ordine di tempo nel rock, perché non si può dire che i 'big' di ultima generazione abbiano un immagine da rockstar. Chi metti in copertina, oggi, se sei il direttore di 'Q': gli Elbow? Per favore. Anche i grandissimi Coldplay, che adoro, non hanno certo un'immagine da rockstar. Poi siamo andati al concerto di Dave Alvin, che non è mai stato una rockstar in vita sua, ma lì il carisma viene fuori dalla qualità. Sul palchetto scalcagnato del Dirty Dog Bar, dopo un misero line-check, già dalle prime note il sound era imperioso, rotondo, perfetto. 2 chitarre, basso, batteria, lui una voce calda e avvolgente, cappello da cowboy e via andare, country blues come ai vecchi tempi, ma a livelli stellari. "The Black Rose Of Texas" resta uno dei momenti migliori di tutto il festival. Terzo esempio, ancora diverso. Il ritorno delle Bangles come headliner di una serata di gruppi femminili al Cedar Street Courtyard. Qui vince il repertorio unito all'attitudine. Susanna Hoffs (ancora bellissima), e le sue compagne ritrovate, sul palco sono sorridenti, eleganti, sexy, rock'n'roll, con la capacità di trasmettere allegria, un repertorio killer di hit uno dietro l'atro e un'ottima esecuzione. Un concerto che conquista, da cui si esce con il sorriso. Per dirigersi verso l'ultimo esempio di rockstar, la prossima superstar del rap. Si chiama Yelawolf. Segnatevi qusto nome. Giovane, bianco, bello come un attore di Hollywood, fisico magro e scattante e corpo completamente tatuato. Fisicamente a metà tra Eminem e un Trent Reznor ventenne con tanto di ciuffo nerissimo che gli sventola sugli occhi. Si muove da dio sul palco, il repertorio spazia da atmosfere cupe e dark a 'anthem' da salta-salta e tutti in coro. Atteggiamento punk di perenne sfida, tipo "non me ne frega un cazzo" e "faccio quello che mi pare", Yelawolf è la prova che quelli dell'hip hop sono sempre i più svegli quando si tratta di andare verso il pubblico: immagine, qualità, repertorio, atteggiamento. Elementi diversi che contribuiscono alla definizione di "rockstar". Sta per cominciare la terza giornata (l'ultima per noi) del SXSW. Tra poco un incontro con Yoko Ono, poi una serie di conferenze, tra cui:
  • "Johnny Cash: intrappolato nell'autenticità"
  • "Cosa avrebbe fatto Lady Gaga senza il web?"
  • "Il ciclo di vita del tuo biglietto del concerto"
  • "Tutto sulla masterizzazione del vinile"
  • "La critica musicale negli anni '10"
  • "Cosa fare quand un artista è 'addicted'"
  • "Biografia degli Husker Du"
  • "Il Record Store Day e come rivitalizzare i negozi indipendenti"
Nel pomeriggio apre - qui al Convention Center, per la prima volta all'interno del SXSW - 'Style X', mostra-mercato di abbigliamento con mega 'flea market' di American Apparel e tante altre marche. Una iniziativa che affianca quelle già esistenti di 'Flatstock' (mostra-mercato di poster d'autore) e 'Gear Alley' (mostra-mercato di strumenti musicali). Tante iniziative e tanta offerta all'interno di un unico festival. A più tardi per aggiornamenti sulle conferenze e programma dei concerti serali.