mancanoglispazi #93 – Speciale from SXSW 2014 Day 3

Il blog di Luca De Gennaro in diretta da Austin, Texas

Ero a pochi metri da dove tutto è successo, e solo il destino ha voluto che non fossi proprio lì. Avevo programmato gran parte dei concerti della serata su Red River Street e dintorni, per non perdere tempo negli spostamenti, e a quel punto avevo già visto Cindy Lee Berryhill, A Great Big World, The Heathers, il grande Mike Peters degli Alarm, e Kelis. Solo che Stubb’s era così pieno che quando ho provato ad uscire dopo Kelis per andare a salutare Tying Tiffany al Valhalla prima del concerto di St.Vincent, e poi a sentire Kurt Vile al Cheer Up Charlie’s prima che cominciasse Damon Albarn, alla porta mi hanno detto che se uscivo non sarei più potuto rientrare perché il locale era ufficialmente sold out. Questo mi ha costretto, a malincuore, ad aspettare dentro, mentre appena fuori succedeva la tragedia: un tizio con precedenti penali alla guida di una Toyota, per sfuggire ad un controllo etílico della polizia, investiva la folla di fronte al Mohawk e proprio accanto a dove Kurt Vile stava suonando, in una zona chiusa al traffico e piena di gente per strada. Un uomo e una donna morti, 23 feriti. Mai successo nella storia del SXSW. Da noi nessuno si è accorto di nulla, e quando sono uscito verso le 2 il nastro giallo della polizia lungo la strada sembrava indicare che non ci si poteva avvicinare al locale perché era pieno, invece era la chiusura della strada, isolata come “scena del delitto”. Oggi va capito come il festival reagirà alla notizia ma sembrerebbe che tutto vada avanti. Grazie a tutti i messaggi che mi sono arrivati da ieri notte in poi. Mi è andata bene, era veramente possibile che fossi là in mezzo, in quel preciso momento. Lassù qualcuno ci protegge, e mi sa che so anche chi è. Anyway, tornando a noi. Parliamo di ieri. Il concetto emerso dai panels della giornata è quello della qualità delle canzoni. Una questione che mi ronzava nella testa già dalla sera prima, al concerto degli Imagine Dragons, dove avevo pensato che la differenza tra loro e molti altri gruppi così è che quelli almeno 3 hits li hanno fatti, e se scrivi musica devi fare delle canzoni che piacciano alla gente. Ieri Jarvis Cocker ha tenuto una conferenza che prende spunto da un suo libro sulla scrittura delle canzoni, e ha raccontato che dopo avere parlato tempo fa nel liceo dove aveva studiato, dopo il suo appassionato discorso l’unica domanda dai ragazzi è stata “Hai mai conosciuto Simon Cowell?”. Far circolare le canzoni è il nostro mestiere, e metterle insieme in modo che arrivino bene alla gente prima si chiamava “programmazione musicale”, oggi si chiama “curation”. Molto interessante il panel sulle playlist “curate”, con rappresentanti di Beats Music, Pandora, Rdio, Rhapsody, in cui è apparso chiaro che la relazione della gente nei confronti della musica è culturale. La programmazione casuale non funziona mai. “Se vuoi che la gente paghi per la musica devi conquistarli con qualcosa di nuovo e speciale”. Oggi si consuma moltissima musica ma il pubblico non vuole fare sforzi per averla. Ecco perché le “curated playlists” sono una prospettiva interessante, specie se, come hanno detto, entro pochi anni questi servizi saranno accessibili anche nelle automobili. La “curation” va oltre l’algoritmo. L’aspetto umano conta tantissimo. Facevano l’esempio di una playlist “classic rock” su Rhapsody che non dava buoni risultati. Ci hanno messo le mani ed ha funzionato. Perché? “Perché abbiamo capito che se fai ascoltare gli Small Faces prima dei Rolling Stones la gente cambia, se metti prima i Rolling Stones poi restano anche con gli Small Faces”. Chiaro, no? Le canzoni, ragazzi, sono la cosa più importante, e farle arrivare alla gente è fondamentale. Lo si può fare anche scrivendone, come si è detto nel panel che ricordava la figura di Paul Williams, grande giornalista rock, fondatore della rivista “Crawdaddy”, recentemente scomparso. “Scriveva gli articoli come si scrive una canzone” ha detto di lui David Fricke di Rolling Stone, che lo considera sua figura ispiratrice. “Lui mi ha insegnato a scrivere di musica. Quello che faceva era informare, ma con molta umanità”. Paul Williams lasciò la professione quando vide che il music business non gli piaceva più. E’ stato uno dei giornalisti che ha elevato l’arte della critica rock. “Aveva rispetto per tutti gli artisti, e parlava ai lettori direttamente, allo stesso livello, senza mettersi in cattedra". Sua moglie, la cantautrice Cindy Lee Berryhill, ha curato la ristampa di diversi suoi libri, tra i quali “Outlaw Blues” è il più noto, ma cercate online la raccolta di saggi “Watching The River Flow” che contiene il libro di culto che Williams pubblicò pagandolo di tasca propria per spiegare la conversione al cristianesimo di Bob Dylan. Si chiama “What happened?”. Nel pomeriggio i Blondie hanno incontrato il pubblico parlando della scena newyorkese nella quale si sono formati, in occasione dell’uscita sul Sundance Channel del documentario “Blondie’s New York”. “Era una scena in cui ci influenzavamo tutti a vicenda: noi, i Television, i Ramones, i Talking Heads. Il nostro era un movimiento di reazione al rock “middle of the road” che imperversava in quel momento. E se abbiamo fatto brani come Heart Of Glass era anche per fare incazzare un pò i nostri amici delle altre band”. Quello che è rimasto di noi, ha detto Debbie Harry, sono proprio le canzoni, con le quali abbiamo voluto creare un dialogo tra le culture metropolitane di allora: hip hop, punk, disco, musica latina. Tutto torna lì, alle canzoni. All’arte di scrivere grandi pezzi di musica che piacciano alla gente. Stasera i Blondie suonano al Brazos Hall e lì saremo, mentre Lady Gaga arriva ad Austin con un concerto da Stubb’s prima del suo keynote di domattina. Il giornale ufficiale del SXSW stamattina titola, parafrasando il cult movie “Freaks” di Todd Browning: “Gaga Gaga Hey, Lady Gaga ti accettiamo, una di noi”. Un gesto carino per accogliere un personaggio ultra-mediatico nella grande “community” del rock. Vedremo domattina cosa dice. Seguiteci su queste pagine come al solito.