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di LUCA DE GENNARO | L'obiettivo discografico degli artisti unsigned: è tutto oro quello che luccica?
di Luca De Gennaro Pare che 2/3 degli artisti 'unsigned' ancora abbia come obiettivo il contratto discografico, possibilmente con una major. Lo dice un sondaggio di ReverbNation uscito su Digital Music News, effettuato su un campione di 1869 artisti, tra i quali il 75.4% ha risposto positivamente. La Sony è la casa discografica più ambita, seguita a breve distanza dalle altre major e affiliate. Viene da chiedersi: perché la maggior parte degli artisti giovani vuole ancora un contratto per fare dischi quando si sa benissimo che pochissimi ancora pagano per la musica? Forse uno pensa "intanto mi faccio dare un po' di soldi dalla casa discografica, poi fatti loro se vendono la mia musica, intanto mi promuovono, divento famoso e i soldi li faccio in atri modi, concerti, magliette, sincronizzazioni". Ma non è più così. La pacchia è finita da un pezzo. Per le case discografiche - visto come sta messo il mercato oggi - sarebbe un suicidio investire senza avere un minimo di previsione di ritorno economico e meno dischi si vendono, più il ritorno per la casa discografica deve essere trovato da altre parti. Ecco perché, comprensibilmente, oggi i contratti discografici sono a 360 gradi. Io investo su di te, ma tu mi dai un pezzetto di tutto: biglietti dei concerti, magliette, edizioni musicali, diritti di sincronizzazione, attività online etc. E allora, ragazzi, vi conviene? Ho sempre di più la sensazione che la discografia in senso tradizionale serva ancora, eccome, per gli artisti superpop sui quali si deve investire tanto perché destinati a un pubblico allargatissimo. Le varie Gaga, Katy, Ke$ha e Shakira probabilmente hanno ancora bisogno di un sostegno con le spalle larghe e la capacità di investire molti soldi in video, marketing, pubblicità etc. Ma a parte questo settore, che bisogno c'è di una major? Adele ha raggiunto un successo internazionale senza bisogno di una major, perché è brava e fa musica bella, non per la macchina promozionale che c'è dietro di lei. "Perché i Death Cab For Cutie hanno firmato di nuovo per la Atlantic?", si chiede il tagliente e bulimico blogger americano Bob Lefsetz. "Ne avevano bisogno? Rinunciano a tanto per avere in cambio poco". Prima di firmare qualsiasi cosa, sostiene Lefsetz, guardate attraverso gli occhi dei vostri fan. Il mainstream non conta più. I vostri fan contano e rimangono per sempre se li tratti bene. Se dai l'impressione ai tuoi fan di esserti venduto, ti abbandoneranno e in cambio guadagnerai dei fan 'casuali' pronti a mollarti subito perché non affezionati a te e alla tua musica. A quel punto anche la casa discografica non avrà più interesse per te. Tu interessi solo perché ti porti in dote dei fan. La settimana prossima torneremo sul dilemma "Discografia o no?". Intanto, pensate alla vostra musica e ai vostri fan...