mancanoglispazi #83

di LUCA DE GENNARO | Di sistemi per diffondere il talento non ce ne sono mai stati così tanti...

Cari affezionati lettori di #mancanoglispazi, scusate la prolungata assenza ma abbiamo avuto un po' di urgenze nell’ultimo periodo. Eccoci di nuovo a voi a chiacchierare di cose che possono interessare i musicisti, specie quelli della “New Generation”. Cominciamo con l’annuncio di Spotify messo online pochi giorni fa (www.spotifyartists.com) dove si dice in sintesi che: 1) Spotify ha finora pagato 1 milione di dollari in royalties agli aventi diritto (artisti, case discografiche, autori, editori), di cui mezzo milione solo nel 2013, il che significa una rapida ascesa ed il progresso verso il cambio di abitudini all’accesso alla musica che sta tornando ad essere un’esperienza per cui pagare qualcosa anziché puro file sharing gratuito ed illegale. 2) Spotify paga in royalties circa il 70% di quello che ricava. 3) Diversi artisti si sono lamentati della poca trasparenza del sistema di pagamento di Spotify e vogliono capire meglio come funziona. Per questi motivi viene istituito un sito specificamente dedicato agli artisti: Spotify Artists (www.spotifyartists.com), nel quale si potrà avere accesso ad un numero enorme di dati che possono chiarire agli artisti che si iscrivono al servizio come, quanto, quando e dove la loro musica viene ascoltata nel mondo. Non solo, l’iniziativa include anche la possibilità per gli artisti di vendere biglietti dei concerti e merchandising agli utenti di Spotify, i quali potranno anche ricevere notizie sulle date dei concerti degli artisti che amano. Tutto questo con uno smartphone. Iniziative del genere, così come quella che stanno sviluppando i nostri fratelli maggiori americani con “MTV Artists” (www.mtv.com/artists) fanno pensare che gli importanti artisti come Thom Yorke e David Byrne, che finora hanno apertamente criticato il sistema di Spotify (ma potremmo allargare il ragionamento a Deezer, Rdio e gli altri servizi di streaming), si sono fermati ad una valutazione superficiale. “Gli artisti vengono pagati troppo poco”, “Non è chiaro come vengono conteggiati i compensi” e “Le case discografiche si tengono una fetta troppo grande” sono i concetti portanti delle lamentele e del boicottaggio dello streaming. Rileggeteli. Non sono esattamente le stesse cose che da 50 anni vengono dette nei confronti dell’industria discografica, sempre uguali? E’ un modo vecchio di ragionare da parte di artisti che hanno vissuto il periodo d’oro della discografia, hanno guadagnato bene, ed ora si scandalizzano perché nel nuovo mondo guadagnano meno, o, detta in maniera più nobile, che gli artisti che sono emergenti oggi quanto loro lo erano decenni or sono, guadagnano troppo poco. Il mondo è cambiato, cari miei, e gli artisti di nuova generazione, nativi digitali, sono i primi ad accorgersene e a sfruttarne le possibilità. Ieri sera sono stato al concerto di Levante, a Milano. Lei è una ragazza di 24 anni che abbiamo contribuito a lanciare attraversoMTV New Generation” la scorsa estate. Prima di allora non la conosceva nessuno, poi ha fatto un pezzo delizioso accompagnato da un bel video, “Alfonso”, e ieri, neanche 6 mesi dopo, ha esaurito La Salumeria Della Musica a Milano con un folto pubblico pagante (il biglietto costava poco, 8 euro, e così si deve fare) in una serata in cui a Milano c’erano contemporaneamente i concerti di Alessandra Amoroso, Clementino, Imany e Raphael Gualazzi. Eppure da Levante era pieno zeppo, lei brava, ottima presenza scenica, bella band compatta e concerto che è piaciuto a tutti. Abbiamo visto un chiaro segnale di una giovane speranza della musica italiana che sta diventando realtà, e senza aver fatto neanche un album! Se, come sarebbe logico, la selezionassero per Sanremo, potrebbe diventare una vera star perché ha tutte le doti che ci vogliono, ma nel frattempo non sta certo lì ad aspettare. Quello che le verrà in tasca da concerti, merchandising, streaming, visualizzazioni, sincronizzazioni, download, sponsors sarà tutto parte di un unico progetto fondato unicamente sul suo talento. Questo non bisogna mai scordarlo: oggi più che mai al centro deve esserci il talento. Di sistemi per diffonderlo, e per averne in cambio tante piccole ricompense, non ce ne sono mai stati così tanti.