mancanoglispazi #54

di LUCA DE GENNARO | Pigia-Bottoni Popstar: ci fanno o ci sono? Deadmau5 dice che...
Per la prima volta nella sua lunga storia, la più prestigiosa rivista musicale del mondo ha dedicato la copertina a un DJ. E questo DJ non ha un volto, ha una maschera. Rolling Stone USA ha messo in copertina il faccione di plastica da topo sorridente di DeadMau5 con il titolo "Dance Madness! I club, i festival, le droghe, i DJ che dominano il mondo!". E' la consacrazione definitiva della EDM (Electronic Dance Music) come genere di maggior successo nelle classifiche del pianeta. Skrillex, Swedish House Mafia, David Guetta, Tiesto sono le rockstar del momento e - come ha più volte sottolineato il tagliente blogger Bob Lefsetz - sono anche quelli che guadagnano di più perché il paragone tra i costi di produzione di una loro serata (vicini allo zero, visto che in molti casi la musica che serve per uno show sta dentro un iPod) e quelli di un concerto (con strumenti, tecnici e furgoni), rapportato agli spettatori paganti, è largamante a loro favore. Nella cover story di Rolling Stone, Deadmau5 (vero nome Joel Zimmermann), rivela una lodevole onestà intellettuale parlando a cuore aperto del dorato mondo dell'elettronica di cui è oggi uno dei simboli. Ad esempio, risponde con inaspettato candore alle critiche che da tempo vengono mosse ai performer di dance music che tengono show in cui tutta la musica è pre-registrata e già messa in sequenza. "Ci sono dei pigia-bottoni che guadagnano mezzo milione di dollari. Io stesso lo sono, anche se pigio molti più bottoni". La confessione continua sul suo sito, dove scrive "we all hit play": "tutti pigiamo il tasto play". "Non è un segreto. Quando si parla di Live Performance di EDM, con 1 ora di istruzioni chiunque con un minimo di conoscenza del software Ableton è in grado di fare quello che faccio io in un 'concerto' di Deadmau5, così come ormai ogni DJ al mondo può mixare alla perfezione". Una nota vignetta che gira in rete mette a confronto due fotografie di performer di spicco nel mondo elettronico, di ieri e di oggi. Nella prima c'è Jeff Mills. La didascalia: "Prima: 1 DJ, cuffie, 3 giradischi, veri dischi in vinile, capacità di mixare, prezzo di ingresso $10". Nella seconda si vedono gli Swedish House Mafia e la didascalia recita: "Dopo: 3 DJ, 1 computer, niente cuffie, file mp3, capacità di usare un laptop, prezzo di ingresso $ 250". La tecnologia dunque ha fatto il giro, non è più al servizio dello show, è DIVENTATA lo show. Non c'è dubbio che gli Swedish House Mafia siano stati i veri dominatori del Coachella, avvolgendo il pubblico di luci ed esplosioni, anche se dietro la consolle di fatto non combinavano niente. Il valore dello show era tutto nella preparazione dello stesso. Ed è emblematico che i Chemical Brothers siano riusciti addirittura a produrre un film - "Don't Think" - basato su un loro concerto - e che il film riesca ad essere avvincente e a non annoiare pur se loro sul palco davvero schiacchiano 'play' e basta. Le critiche ai modelli di performance dell'EDM, dunque, lasciano il tempo che trovano e sanno di vecchio, perché se è vero che in uno show elettronico non c'è nessuno che sul palco ti fa vedere un accordo, una rullata o anche quel provvidenziale errore che ti fa capire che hai a che fare con degli esseri umani, è anche vero che un bel DJset può essere uno degli show più coinvolgenti a cui si può assistere. DeadMau5 forse generalizza troppo quando dice che chiunque può fare quello che fa lui: l'ultima clamorosa riprova che non ci si può improvvisare DJ è data dalle impietose immagini in rete della imbarazzante performance di Paris Hilton in Brasile, sulla quale di nuovo Deadmau5 ha dimostrato di non avere peli sulla lingua commentando su Twitter: "Lo avevano predetto i Maya"...