mancanoglispazi #48

di LUCA DE GENNARO| Perché la dance è il nuovo rock'n'roll e i dj set i concerti del nuovo millennio...
E’ da una ventina di anni che vado predicando che la vera musica italiana da esportazione è la dance. Dalla 'Disco Made In Italy' degli anni ’70 alla 'Italo House' che spopolò a cavallo tra gli ’80 e i ’90, fino al nostro Benny Benassi da Reggio Emilia oggi produttore di Madonna (“Mica lo sapevo che era italiano” diceva pochi giorni fa una giovane collega di MTV). Non solo, la dance, o come la chiamano ora in USA, la 'EDM' ('Electronic Dance Music') è decisamente il nuovo rock’n’roll, e i dj set sono i concerti del nuovo millennio. Roba già detta? Ok, ma vediamo i fatti recenti. Festival Coachella, poche settimane fa. Headliners: Radiohead, Black Keys, Snoop Dogg & Dr.Dre (con il famoso ologramma di Tupac che ha fatto il giro del mondo). Ma chi è che davvero ha dominato, troneggiato su tutti, conquistato la folla nello show più spettacolare del weekend californiano? Gli Swedish House Mafia. Tre tamarri svedesi che nel gigantismo del palco neanche si vedevano, che potevano essere lì a far niente incorniciati dall’enormità delle luci e delle esplosioni, ma che sono stati i veri protagonisti del maggior rock festival dell’anno. Un palco del Coachella, la Sahara Tent, è completamente dedicato ai djs per 3 giorni, da mezzogiorno a mezzanotte. Pubblico: giovanissimo. I 'Millennials' non vanno cercando le nuove stars da adorare, a loro va bene anche che tre tizi che non riconoscerebbero per strada si agitino dietro un muro di luci, basta che li facciano sentire parte del gruppo. Il pubblico giovane vuole 'partecipare', e la dance fa proprio questo. E’ una rivoluzione del rapporto tra pubblico e performer. Ora sono la stessa cosa. Avete visto il film-concerto dei Chemical Brothers, “Don’t Think”? Il pubblico è protagonista tanto quanto i musicisti, se non di più. I 'Superstar Djs' non sono 'prime donne'. Li puoi vedere far ballare uno stadio pieno di decine di migliaia di persone e un’ora dopo godersela suonando sudati in un clubbino per il solo piacere di farlo. Gli Swedish House Mafia possono essere i veri headliners del Coachella senza avere mai pubblicato un album nel vero senso della parola. E’ un altro segnale dell’era post-discografica. Il manager di Skrillex mi ha detto “Non ci pensiamo proprio a pubblicare dischi”. La sua musica circola in rete, rimbalza dal suo canale Youtube a tutte le pagine facebook dei ragazzi e lui è il dj n.1 al mondo per i 'Millennials' che mai penserebbero a comprarsi un disco. La musica registrata è diventata secondaria rispetto all’esperienza live, ma nel caso della 'EDM' i 'concerti' vengono suonati con musica già registrata prima e casomai manipolata al momento. Tutta l’attenzione è sull’emozione, non sulla capacità di musicista di chi sta sul palco. La dance è il nuovo pop, David Guetta è stato l’artista più passato da MTV nel mondo per tutto l’anno 2011, le classifiche sono dominate da ragazze che cantano su basi prodotte da djs e l’aspetto 'live' ha preso definitivamente il posto di quello discografico. Un esempio: una delle più storiche etichette dance inglesi degli anni ’90, la Defected, stava perdendo l’80% del suo fatturato rispetto al 2006. Un disastro dovuto alla crisi del disco e al file sharing. Il fondatore, Simon Dunmore, ha cambiato il modello di business dell’azienda e ora organizza più di 200 eventi live all’anno in tutto il mondo gestendo djs come Bob Sinclar, Junior Jack e Dennis Ferrer. Circa 1 milione di persone hanno partecipato alle serate Defected nell’ultimo anno, e Dunmore può mantenere una struttura di 22 persone mentre altre etichette analoghe hanno chiuso i battenti. I soliti detrattori potrebbero obiettare che i concerti 'dance' sono roba fasulla perché sul palco non si suona veramente. Ok, mettiamo anche che sia vero, che i Chemical Brothers e i Daft Punk salgano sul palco, schiaccino 'Play' e tutto vada avanti da solo fino alla fine. Ma la preparazione dello show? I visuals? I suoni, le sequenze, i crescendo emozionali perfettamente studiati per far saltare le folle, per far sentire il pubblico partecipe? Quando nel 1995 vedemmo gli Orbital dominare il festival di Glastonbury agitando le testoline dietro i computer si capiva che era un momento di passaggio, di ridefinizione del concetto di performance musicale. I Kratfwerk, antesignani del live show elettronico basato sulle suggestioni dei visuals, hanno recentemente eseguito al Museum Of Modern Art di New York tutti i loro album per intero, uno per sera, in una serie di 8 concerti, ognuno dei quali con trovate visuali e scenografiche diverse da quello della sera precedente. Un lavoro preparatorio straordinario che fa del concerto una vera installazione di arte moderna pensata appositamente per un ambiente del genere, dove il momento della performance è solo l’ultimo anello di un lavoro ben studiato. Il grande dj Claudio Coccoluto diceva: “La serata la fai a casa, quando scegli i dischi da mettere in valigia”, e all’uscita dall’ultimo dj set di Skrillex a Milano, dove la strumentazione era formata da due semplici lettori cd e un mixer, mio figlio 'millennial' e i suoi amici hanno detto, entusiasti e senza voce: “E’ stato il concerto piu’ bello della nostra vita”.