mancanoglispazi #37

di LUCA DE GENNARO| Sempre più le imprese investono attraverso la musica: una nuova frontiera per gli Artisti e la loro creatività...
di Luca De GennaroUn decennio dopo la fine di Napster, è sempre più evidente che la parola più importante non era 'file', ma 'sharing'. Condividere, condividere, condividere. Oggi la musica è soprattutto 'Social', il contenuto più importante di Facebook & co”. Lo scrive il nostro collega Gianni Sibilla sull’ultimo numero dell’edizione italiana di Wired. Lo abbiamo sempre sostenuto: lo scambio di musica, l’uso sociale delle canzoni, visto per anni dalla discografia tradizionale come il demonio, è  in realtà l’inizio di una nuova era. “Con la social music si può avverare la visione originaria di Napster: qualsiasi canzone, in qualsiasi momento, condivisa con chiunque, ovunque si trovi. Ma in modo legale ed eticamente corretto: pagando, seppur indirettamente, chi le canzoni le fa e chi ce le fa arrivare”, scrive Sibilla, che analizza le nuove piattaforme di condivisione della musica in rete, da Spotify a Turntable.fm, da Iheartradio a Rhapsody. Accesso anziché possesso, sociale anziché personale, questo è il rapporto tra la musica ed i suoi utenti, oggi, e il mercato sta cominciando a lavorare attorno a questo concetto. La musica, che viaggia libera nella rete, può portare in giro, attraverso i suoi interpreti, il 'verbo' e il messaggio di chi decide di investire con intelligenza e crestività, in modo da ricompensare chi produce musica e ci mette la faccia (cioè gli stessi che non guadagnano più dalla vendita dei dischi), e con il grande beneficio di avere un pubblico che accede gratuitamente ai tuoi contenuti. Un paio di esempi recenti e interessanti: Hyundai, che produce automobili, ha lanciato “Regeneration Music Project” reclutando 5 tra i maggiori djs sulla scena internazionale e mettendoli a collaborare con musicisti di altrettanti specifici generi musicali allo scopo di creare e diffondere brani originali. Tutto è stato filmato e montato in un avvincente documentario proiettato nei cinema americani solo per due giorni, poi diffuso in rete attraverso la piattaforma di Youtube e promosso attraverso i social network (qui la pagina Facebook dedicata: www.facebook.com/regenerationmusicproject). Nel film vediamo Skrillex alle prese con il rock mentre 'processa' i suoni creati dai 3 membri viventi dei Doors, Mark Ronson cimentarsi con il jazz insieme a Erykah Badu e Mos DefDj Premier esplorare i suoni della musica classica, Pretty Lights interpretare la country music e Crystal Method l’ R’n’B. I brani prodotti sono scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale www.regenerationmusicproject.com, e per dare al tutto una patente di ufficialità c’è la 'benedizione' del progetto da parte della associazione dei Grammy Awards, cioè dell’industria musicale, quella che fino a ieri campava con le vendite dei supporti fisici della musica. Un progetto innovativo, produttivamente ambizioso, stimolante per i musicisti e intrigante per il pubblico, che nasce per promuovere una macchina. Un produttore di scarpe, invece, Converse, da qualche anno promuove l’iniziativa “Three Artists, One Song”, mettendo insieme artisti con affinità elettive per produrre un brano inedito scaricabile dal sito ufficiale. Quest’anno tocca ai Gorillaz insieme a André 3000 (Outkast) e James Murphy (LCD Sound System), l’ anno scorso furono Kid Cudi, Vampire Weekend e Best Coast. Converse ha sempre puntato sulla coolness estrema attraverso testimonial musicali come Santigold e Pharrell Williams, ed ora produce direttamente musica originale. Sono due tra gli ultimi e più interessanti casi di associazione diretta tra aziende e musica, che 'bypassano' il sistema ed i formati tradizionali per arrivare subito al consumatore attraverso un veicolo di comunicazione e condivisione potente ed universale come la musica.