mancanoglispazi #20

di LUCA DE GENNARO| Il dominio della radio volge al termine. Come sfondare? Bisogna entrare nella 'Personal Heavy Rotation'...
di Luca De GennaroLa radio, che parla alle masse, è ancora il piu’ potente veicolo per connettere l’artista ai fans, ed è l’ultima barriera che non è stata abbattuta. C’è una relazione simbiotica tra le case discografiche e le radio. Quando questo legame si sarà interrotto sarà la fine dei giochi, e tutto sarà in un’altra dimensione”. Così dice uno dei 'grandi vecchi' della discografia americana, Al Teller. Nel mondo della diffusione musicale che cambia, alcune abitudini consolidate nei rapporti tra discografia e media sembrano resistere. Molti discografici ancora oggi sostengono che la radio sia il mezzo più efficace per promuovere un nuovo artista. Ma è un modello che sta per morire. Una relazione fondata essenzialmente su scambi, favori e denaro. “Damme ‘na mano co’ er regazzino” era una delle classiche frasi che il discografico diceva al programmatore della radio fino a pochi anni fa, ed in cambio dei passaggi radiofonici la discografia forniva alla radio l’accesso al proprio contenuto (perchè il monopolio delle majors si fondava sul controllo della distribuzione), al proprio materiale umano (quanti artisti ancora oggi riempiono i cartelloni delle feste di piazza estive delle radio in tutta Italia?) ed anche i guadagni derivati dagli investimenti in campagne pubblicitarie. Tutto cio’ è alla fine. Alla radio non interessa piu’ passare 'Er regazzino' nuovo di turno per far piacere al discografico, perchè tanto i soldi delle campagne pubblicitarie sono finiti e l’accesso alla musica è diventato illimitato ed immediato. 'Immediato' anche nel senso di 'Non mediato'. La musica non me la deve dare nessuno. E’ lì. Me la prendo quando voglio e se mi va la trasmetto alla radio. E nel frattempo oggi un artista può essere completamente indipendente, affrancato da ogni legame discografico, può fregarsene di passare alla radio, ma nello stesso tempo può guadagnare, cosa impossibile fino a pochi anni fa. Il filo diretto tra esposizione radiofonica e successo commerciale si è rotto. E’ di questi giorni la notizia che la Warner Music ha licenziato i vertici del proprio dipartimento promozionale a Los Angeles. “E’ necessario costruire un team promozionale rivolto al futuro” hanno dichiarato i capi dell’azienda, e il nuovo acquisto al timone della promozione radiofonica è Peter Gray, che guarda caso ha lanciato artisti sui quali il lavoro promozionale è stato da subito a 360 gradi, come Pitbull, Ke$ha e Kings Of Leon, e che è stato chiamato ad occuparsi soprattutto di artisti emergenti e 'alternativi'. Le popstar italiane ed internazionali che ascoltiamo alla radio vendono molti meno dischi di quanto si possa pensare, mentre ad esempio la dance, che oggi è tornata ad essere il genere più popolare grazie al successo globale di David Guetta, Swedish House Mafia e pochi altri, alla radio non si sente. Tanto i ragazzi non ascoltano più la radio. La ascolta chi l’ha sempre ascoltata. Il pubblico giovane è perso. Sono tutti ad ascoltare la musica in rete, si scambiano  brani e video via Facebook, che senso avrebbe ascoltare la radio nella speranza che passi il tuo brano preferito quando te lo trovi in rete gratis quando vuoi e tutte le volte che vuoi? La 'Personal Heavy Rotation' è la nuova frontiera della promozione. Se sei nelle playlist personali di tanti ragazzi, non in quelle professionali di pochi programmatori, allora hai vinto. Ora scusate ma devo lasciare libero il computer perchè serve a mio figlio (14 anni) che vuole passare via Facebook a tutti i suoi amici il nuovo video di Skrillex, il giovane dj americano più fico del mondo in questo momento, suona dubstep estrema che nessuna radio passerebbe e fa video tostissimi impensabili da vedere in tv. Ma il suo "Mothership tour" mondiale, che lo porterà in Novembre a Roma e Milano, è già tutto esaurito. Guarda un po’.