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di LUCA DE GENNARO | Ville a Malibu, limousines, feste, champagne, lusso sfrenato: è questo il reale obiettivo dei musicisti?
di Luca De Gennaro Quando i musicisti giovani, che vogliono cominciare una carriera, guardano a chi "ce l'ha fatta" immaginano una vita fatta di ville a Malibu, limousines, feste, champagne, lusso sfrenato. Che è l'immaginario trasmesso da molti video hip hop americani, dove il 'bling bling' dei soldi è uno dei valori per dimostrare che sei 'arrivato' e da programmi come "Cribs" su MTV, nel quale anche le star appena diventate famose mostrano con orgoglio case con sale di proiezione, piscine con ragazze che bevono cocktail e garage piene di macchine sportive. OK, non è così: se il tuo obiettivo di artista è quello di diventare ricco e famoso, finché non lo sarai diventato non sarai soddisfatto, dunque lavorerai male e ricco e famoso non ci diventerai mai. La settimana scorsa, a Milano, ho incontrato due artisti americani, di estrazione musicale analoga, che hanno da poco pubblicato un album nuovo e sono stati entrambi ospiti del concerto di Jovanotti venerdì scorso al Forum di Assago. Ben Harper e Michael Franti hanno molto in comune, anche se pare che non vadano d'accordo tra loro, ma questo è un dettaglio al limite del gossip. Entrambi lavorano professionalmente nella musica da una ventina d'anni, entrambi propongono generi eclettici che vanno dal rock al soul al blues al reggae a seconda dei dischi e dei periodi. Franti ha cominciato con il punk dei Beatnigs per passare all'Hip Hop dei suoi Disposable Heroes Of Hiphoprisy e da almeno 15 anni produce musica con gli Spearhead. Entrambi sono abituali frequentatori dei maggiori festival mondiali, nessuno dei due è mai stato al numero uno in classifica e nessuno dei due è mai diventato "ricco e famoso" nel senso tradizionale del termine. Dei due, Harper è quello che un paio di hits da radio li ha avuti: "With My Own Two Hands" e "Diamonds On The Inside", entrambi nel 2003. Incontrando prima l'uno e poi l'altro a distanza di un giorno, mi sono trovato di fronte due artisti che sanno come gestire il proprio mestiere con serenità e con la consapevolezza che tanto nessuno dei due diventerà mai Jay Z o Bob Marley, ma si può vivere molto bene lo stesso. Ben Harper incide da 17 anni con la stessa casa discografica (la EMI), produce regolarmente dischi, fa un sacco di concerti, non grandi, quel che basta, passa un bel po' di tempo con la famiglia e a fare skate e surf insieme ai suoi amici Jack Johnson, John Mayer e Eddie Vedder. Franti passa la vita scalzo (sta sempre a piedi nudi tranne quando fa jogging), e ha investito i soldi guadagnati in un resort dove si fa Yoga a Bali. Oggi più che mai, con la crisi della musica registrata, è importante approcciare il mestiere di musicista puntando sulla credibilità della propria musica, della propria reputazione come performer dal vivo, del rapporto con la gente. Ben Harper e Michael Franti non possono essere headliner nei grandi festival, ma sono due nomi che arricchiscono un cast e garantiscono qualità e intrattenimento musicale a un ottimo livello, senza troppe pretese. Ed entrambi hanno capito che il valore vero, oggi, per chi fa il musicista, non è guadagnare tanti soldi (che tanto non ci sono più), bensì avere tanto tempo a disposizione e con serenità potersi permettere di suonare quello che ti piace.