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di LUCA DE GENNARO | I dati d'investimento sui nuovi talenti in Inghilterra

Ci eravamo lasciati con la buona notizia della crescita del mercato musicale italiano e con l’invito all’industria ad investire sui nuovi talenti per creare il catalogo del futuro, e puntualmente arrivano dall’Inghilterra dati interessanti della “British Phonographic Industry” (BPI) che riguardano proprio gli investimenti degli ultimi 2 anni in questo senso delle 3 “major” discografiche. Nel 2014 Sony Music, Universal e Warner Music, in Inghilterra, hanno firmato 156 nuovi artisti, il 30% in più rispetto ai 120 dell’anno precedente. Le cifre spese nel 2014 in “A&R”, cioè nello sviluppo degli artisti firmati, sono state 178 milioni di sterline da parte delle 3 grandi case discografiche (il 19% in più rispetto al 2013) e 162 milioni da parte degli editori (i quali hanno sotto contratto principalmente gli autori di canzoni, quindi questo tipo di investimento va essenzialmente in direzione di anticipi royalties per assicurarsi i servigi degli autori stessi). A questi costi di sviluppo vanno aggiunti 157 milioni di sterline spese in marketing e promozione. In totale 497 milioni di sterline. Mezzo miliardo in un anno per lanciare dei nuovi artisti musicali. Mica male eh? Una cifra decisamente alta che dimostra ancora una volta quanto la musica pop continui ad essere centrale nell’economia e nella cultura inglesi. Di questi 156 nuovi artisti non tutti sono arrivati a registrare un album e pochissimi hanno raggiunto il successo vero, però chi ci è arrivato ha lasciato un segno importante nel mercato, come Sam Smith, George Ezra e Hozier nel 2014, mentre il 2015 ha finora visto il lancio di James Bay, arrivato al disco di platino, Jess Glynne e Years & Years con album di esordio che hanno superato le 200.000 copie (quasi tutti artisti lanciati da MTV attraverso “MTV Push” e nessuno che viene dai talent show televisivi). Pochi, non c’è dubbio. In media solo un nuovo artista ogni 15 settimane riesce a superare le 100.000 copie in UK, anche perché le classifiche continuano comunque ad essere dominate da artisti veterani (che, come dicevamo la volta scorsa, sono quelli che continuano a produrre il reddito che le case discografiche reinvestono nelle nuove leve). Questa settimana tra i dischi più venduti in Inghilterra ci sono album di Elvis Presley, Beatles, Bob Dylan e Rod Stewart, tutti superiori ai 70 anni di età, accanto ai più giovani Ed Sheeran, Sam Smith, Ellie Goulding e Little Mix. Nessuno di questi artisti ha esordito nell’anno in corso e la media dell’età di tutti i presenti nella Top Ten è comunque di 49 anni. Sarebbe bello avere dal mondo discografico italiano dei dati simili, per capire quanto le grandi case discografiche stanno investendo, su quali e quanti artisti, e che risultati sono stati raggiunti negli ultimi anni in questo senso. Se dovessimo ricevere questo tipo di informazioni, non dubitate che le condivideremo prontamente con voi.