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di LUCA DE GENNARO | Il nuovo album degli U2 in download gratuito: i perché di una svolta epocale.

Ieri sera, alla fine della cena, seduto a tavola, sono entrato su Twitter e ho visto che gli U2 avevano appena annunciato, sul palco della convention Apple di Cupertino in cui venivano presentati l’Iphone 6 e l’Apple Watch, che il loro nuovo album sarebbe stato disponibile da subito in downolad gratuito su Itunes. Pur essendo atavicamente refrattario alla tecnologia, con due click e senza muovermi dalla sedia l’ho scaricato sul telefono e pochi secondi dopo lo stavo ascoltando mentre sparecchiavo. Il passaggio dal momento in cui apprendevo dell’uscita di un nuovo album degli U2 a quello dell’ascolto integrale  avveniva in una cucina di Milano nell’arco di qualche minuto. Solo 5 anni fa, per ascoltare il nuovo album della band, “No line on the horizon”, la loro casa discografica mi aveva portato insieme a qualche altro collega fino a Londra, per chiuderci in una stanza dei loro uffici con carta e penna ad ascoltare religiosamente ed in anteprima l’atteso nuovo lavoro della band più importante del mondo. Aerei, tempo, pranzi e cene, alberghi, rituali di segretezza, rispetto assoluto della “release date” e divieto di scrivere commenti o recensioni prima della data prevista. Ieri sera, boom, tutto insieme: “Hey mondo, abbiamo fatto un nuovo album, eccolo”, in tempo reale mezzo miliardo di potenziali clienti (quelli che hanno un account Itunes) ricevevano il regalo da Apple e in un attimo tutti ne stavano parlando in rete. Che la rivoluzione nella musica stia facendo passi da gigante lo sappiamo e ne parliamo sempre su queste pagine, ma quello di ieri è stato un momento importante. Non che il legame tra U2 e Apple e tra un nuovo importante album e un nuovo importante telefono fossero delle novità in assoluto: la band di Bono aveva associato il proprio nome ad un modello di I Pod una decina di anni fa, e di recente Jay Z aveva distribuito in anteprima il nuovo album su un milione di nuovi modelli di telefono Samsung. Gli elementi che fanno di questo un momento a suo modo epocale sono:

1)      La fine dell’attesa. La tecnologia ha annullato il tempo che passa da una notizia alla realizzazione della stessa. Nel passato, tra il momento in cui si leggeva dell’uscita di un disco e quello in cui si appoggiava la puntina sul primo solco passavano settimane, se non mesi. Ora non passa niente. Il che è di per se una bella cosa ma toglie il pathos e l’emozione della conquista. La sensazione è che se è così facile, immediato e gratuito possedere il nuovo album degli U2, allora c’è qualcosa che non va, sembra che non sia “vero”. La prima cosa che mi ha detto un collega stamattina quando gli ho raccontato la vicenda è stata “Vedrai che ne hanno un altro pronto più bello e che questi sono scarti”. Se è gratis, se non è “The long awaited new album” (come dicono le riviste inglesi) ma viene dato via come i campioncini in profumeria, la percezione del valore dell’opera ne risente non poco. Eppure, nell’intervista data a Rolling Stone, Bono ha sottolineato i due anni di lavoro con 4 produttori di primo piano, la canzone scritta per la madre e tutto ciò che si dice di un parto artistico importante.

2)      Il cambio di prospettiva. L’accordo con Apple, per gli U2, vuol dire vendere il disco senza metterlo in vendita, ricavando denaro da chi lo acquisisce per distribuirlo gratuitamente (Apple) e contemporaneamente arrivare a più gente possibile ("The question is now, how do we get it to as many people as possible, because that's what our band is all about") con l’obbiettivo di avere il mondo che conosce le tue nuove canzoni e dunque viene invogliato a comprare il biglietto dei prossimi concerti. Infatti la domanda che era lecito porsi oggi è “Come mai non sono stati anche messi in vendita contemporaneamente anche i biglietti del tour?” la risposta verosimile è che l’accordo miliardario tra Apple e U2 potrebbe avere la clausola di lasciare una finestra temporale dedicata a fare acquistare l’I Phone 6 (che ha comunque dentro l’album di default) e l’ Apple Watch, lanciati ieri, senza spostare l’attenzione su acquisti di tipo diverso. Non dimentichiamo che ieri Apple ha anche lanciato un metodo di pagamento, e il tour degli U2 potrebbe essere un ottimo cliente.

3)      Un’altra botta alla discografia tradizionale. Qualche ora fa, un comunicato della Universal annunciava il primo singolo dall’album, “The miracle (of Joey Ramone)”, ma sembrava fuori tempo massimo, visto che tutti avevano già l’intero album nei loro computer e chi lavora nei media aveva già potuto identificare le canzoni da passare alla radio. Non solo, i 4 giorni di distribuzione gratuita mettono gli U2 al sicuro in caso di flop nei negozi. Se all’uscita regolare del disco, tra pochi giorni, le vendite fossero inferiori alle aspettative, avranno tutto il diritto di dire “Lo credo, ne abbiamo regalate mezzo miliardo di copie, cosa pretendete, che se lo comprino anche?”. Con ieri sera finisce il CD come oggetto che ha un prezzo. Se addirittura il nuovo album degli U2 non costa niente, perchè devo pagare per averne uno di qualcun altro sicuramente meno famoso?

A vederla da questa angolazione l’operazione può essere vista come dichiarazione di insicurezza. Sono lontani i tempi in cui Bono dichiarò dal palco dell’Astoria di Londra “Siamo qui per riprenderci il titolo di miglior rock band del mondo”, durante lo showcase di presentazione di “All that you can leave behind”. Oggi il suo cruccio è quello della “rilevanza”. In una recente intervista aveva apertamente espresso dubbi sul fatto che gli U2 fossero ancora rilevanti nel mondo musicale di oggi, e questo spiega ritardi e ripensamenti che hanno preceduto l’uscita di questo album. Bono è un uomo di grande intelligenza, che il problema di adattamento allo scenario di oggi ha cominciato a porselo anni fa. Quando mandammo a Dublino Paola Maugeri per intervistarli, diversi anni fa, Bono le disse “Tu mi chiedi del nuovo album, ma bisognerebbe chiedersi se nel futuro i ragazzi ragioneranno ancora in termini di “album”. Mi sembra stia diventando un concetto vecchio”. Regalare un disco nuovo mette gli U2 al riparo dal rischio dell’irrilevanza o se non altro sposta in avanti il problema.

Avrà degli hits questo disco? E’ presto per dirlo. La maggior parte della gente lo sta ascoltando con delle semplici cuffiette mentre cammina, va in bici o è circondato dal rumore del traffico. Non si può dare un giudizio ora. Sarà  il tempo a dirci se entrerà nei cuori della gente, se avrà successo tanto da attirare tanta gente ai loro concerti, se potranno ancora riempire gli stadi o no, se sono ancora “rilevanti”. Perchè le innovazioni tecnologiche cercano di annullarlo, ma il tempo serve ancora a qualcosa.