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di LUCA DE GENNARO | Il futuro si misurerà sul numero delle volte in cui una canzone verrà ascoltata

Si parla di cicli di 18 anni per ogni formato musicale: l’album in vinile si afferma nel 1964, con l’arrivo dei Beatles, e domina fino al 1982, fino all’invenzione del CD. Il CD regna dal 1982 al 2000, quando arriva l’MP3. Ed entro il 2018 l’MP3 sarà solo un ricordo. Il futuro si misurerà sul numero delle volte in cui una canzone verrà ascoltata. Secondo i dati Nielsen/Soundscan del primo semestre 2014 negli Stati Uniti,YouTube, Spotify, Rdio, Rhapsody e gli altri servizi di streaming musicale si stanno confermando come la fonte principale per l’ascolto della musica. Il totale degli stream audio e video è passato da 50 milioni (primo semestre 2013) a 70 milioni, il 42% in più, mentre le vendite digitali continuano a scendere con il 15% in meno di album e il 13% in meno di singoli brani venduti. Inoltre, tra i primi 10 album continuano ad esserci avanzi dell’anno scorso come la colonna sonora di “Frozen”, l’album di Beyoncè e quello di Lorde, il che significa che non ci sono state negli ultimi 6 mesi uscite discografiche sufficientemente rilevanti da “muovere” il mercato.  I volumi di vendita si sono così assottigliati che quasi ogni album nella Top Ten ha venduto meno della metà dell’album che un anno fa era nella stessa posizione. Beyonce, ad esempio, si è fermata a 702.000 copie contro il milione e 700.000 dell’album di Macklemore & Ryan Lewis l’anno scorso. Resistono le singole canzoni, con “Happy” di Pharrell Williams a dominare con 5.6 milioni di copie (stessa quantità di “Thrift Shop” di Macklemore & Ryan Lewis l’anno scorso) e vendite intorno ai 4 milioni per “Dark Horse” di Katy Perry e “All of me” di John Legend. Finora nel 2014 non c’e’ stato un “Gangnam style”, il mega-hit virale che domina il web. Un anno fa “Harlem Shake” di Baauer aveva già totalizzato 488 milioni di visualizzazioni, mentre il tormentone dance di quest’anno su Youtube, “Turn down for what” di Dj Snake & Lil Jon, è arrivato a 102.3 milioni di stream ma non è entrato nella Top Ten dei download. Da persona nata e cresciuta con i dischi e con il senso del possesso (che come tutti sappiamo “fu pre-alessandrino”), dal momento in cui fu possibile scaricare canzoni direttamente dalla rete sul telefono ho pensato che la musica in questo modo avrebbe perso di valore, che l’attaccamento alla canzone comprata sarebbe diventato labile. Nel passato si buttavano piuttosto vestiti, scarpe e mobili, che invecchiavano, ma guai a toccare i dischi, che erano eterni! Oggi ci si libera delle canzoni scaricate qulche mese prima perché sono già vecchie, per far spazio sul computer o sul telefono, per liberare memoria. Chi se ne frega di avere una canzone, che tanto in qualsiasi momento la ritroverai in rete? Finito per sempre il fenomeno dei cosiddetti “dischi polvere”, quelli che uno si compra, poi li ascolta una volta e per il resto della vita rimangono lì a prendere polvere, inutilizzati. Quante più volte qualcuno ascolta la tua musica, tanto più verrai ricompensato. Le classifiche di vendita non avranno più senso. Già ora quello che importa è la posizione di ingresso in classifica nella settimana di uscita. Quello è il numero che ti serve per partire bene e dimostrare al pubblico e ai media che sei forte. La settimana dopo ci si concentra già sulle uscite disccografiche successive. Ricambio veloce. Se dopo il lancio continui a funzionare, vuol dire che hai fatto un buon prodotto. Se ti fermi, hai fallito e non c’e’ un secondo tentativo. L’epoca in cui gli album cominciavano a funzionare dopo il quarto singolo è seppellita. Le radio costruiranno sempre di più le loro classifiche sugli streaming. MTV ha lanciato questa settimana la classifica “Your MTV Top 20” basata sul numero dei passaggi video sui principali canali MTV del mondo, e influenzabile dal pubblico. I contratti discografici dovranno per forza adattarsi al modello e riconoscere agli aventi diritto una fetta consistente dei ricavi dallo streaming, gli artisti riconosceranno alle etichette una percentuale di guadagno in cambio del lavoro di gestione, distribuzione, promozione etc. Puoi fare tutto da solo, se vuoi, ma se hai bisogno di tempo per fare il tuo lavoro di artista è meglio pagare qualcuno capace di fare il lavoro di manager, discografico, ufficio stampa, agente. La musica viaggia sui telefoni, e attraverso i telefoni le playlist possono essere condivise. Questa è la nuova frontiera della scoperta musicale: scambiarsi canzoni, la promozione “porta a porta” che diventa “telefono a telefono”: senti che bel pezzo ho scoperto, te lo mando. La radio non parla più ai teen agers, che sono diventati le radio di loro stessi. Un processo cominciato già nell’antica epoca di MySpace e sempre più frequente oggi. Quindi non vi lamentate del crollo del mercato. Non è crollato, è solo cambiato. E’ caduto il palazzo fatiscente e pieno di crepe e sulle sue macerie ne sta nascendo uno moderno e rivolto al futuro. Fate delle belle canzoni e vedrete che circoleranno. Se si fermano, forse non erano tanto belle. Visto che ognuno ha la possibilità di far ascoltare le proprie canzoni la selezione è naturale, va avanti solo chi incontra il gusto della gente. Non ci sono più i “middle men”, non si può più dare la colpa a qualcun altro. I tempi de “il mio disco non ha funzionato perchè la casa discografica non l’ha promosso” (che comunque era una cazzata) sono finiti, e non ci possiamo più permettere di dire “la gente non capisce la mia arte”. Se la tua arte viene capita da pochi, vuole semplicemente dire che era destinata a quei pochi. Tieniteli stretti.