mancanoglispazi #1

di LUCA DE GENNARO | Era un mantra del giovane mondo "indie" dei primi anni '80. Tutti lì a lamentarsi della "mancanza di spazi"...
di Luca de Gennaro Era un mantra del giovane mondo "indie" dei primi anni '80. Tutti lì a lamentarsi della "mancanza di spazi". Non ci sono i posti dove suonare, le radio non ci trasmettono, le case discografiche sono brutte e cattive, nessuno ci caga e noi giovani talenti incompresi non riusciamo a farci sentire dal mondo. Guardando indietro a quei tempi, oggi nella mia collezione di dischi trovo decine di album inutili di band mediocri che pur lamentandosi della mancanza degli stessi trovarono all'epoca "gli spazi" per suonare, incidere dischi, avere recensioni e interviste su gloriose riviste specializzate e farsi sentire dalle radio più coraggiose (in prima fila proprio Radio Rai con i suoi milioni di ascoltatori). In mezzo al mucchio spiccarono in pochi: Litfiba su tutti e poi Denovo, Avion Travel e un altro pugno di gruppi che fecero la loro strada grazie alla qualità e all'originalità della proposta musicale, non perché erano raccomandati o avevano più "spazi" degli altri. Il resto è rimasto lì a prender polvere e quel passato viene celebrato ogni tanto in posti tipo il MEI di Faenza, con nostalgiche tavole rotonde tra vecchi agitatori dell'epoca (tra i quali mi metto anch'io, ahimé). Sono passati 30 anni e "gli spazi" adesso sono molti più di allora. Uno, soprattutto, che allora non c'era. Uno spazio infinito che si chiama Rete. Non devo venire a insegnarvelo io che la partita si gioca lì. Ogni musicista oggi ha la possibilità di fare con pochissimi soldi e tanta forza di volontà quello che una volta la tecnologia non permetteva: registrare musica e diffonderla nel mondo, costruirsi da solo un'immagine, una "fan base", una reputazione, una attività live. Viviamo, da qualche anno, nel mondo "Post Discografico", dove l'obiettivo non è più "il contratto con la major", ma farsi conoscere e suonare - e la Rete allarga i confini. Delle 800 e passa band che hanno partecipato al contest di MTV New Generation legato a Hit Week, quasi tutte cantano in inglese. E lo credo, che cosa te ne fai, oggi del solo mercato italiano? Tutti vogliono, giustamente, giocarsela nel mondo: l'ottima accoglienza che hanno avuto negli Stati Uniti le due band che MTV ha portato a suonare lì in Ottobre ha avuto subito i suoi risultati. Gli emiliani My Awesome Mixtape invitati a suonare alla SXSW di Austin, i toscani Thank You For The Drum Machine al Coachella in California.  E scusate se è poco, due tra i più importanti festival del mondo. Questo, in fondo, è il motivo per cui MTV ha deciso di lanciare l'iniziativa "MTV New Generation". Perché non basta buttare in Rete la propria musica perché venga scoperta e valorizzata: MTV, con le diverse piattaforme musicali in tv e online, può contribuire a dare delle opportunità alla "new generation" della musica italiana. Da quando esiste MTV in Italia, diverse generazioni di artisti sono cresciuti insieme a noi: da Carmen Consoli a Elisa, dai Subsonica a Le Vibrazioni, da Caparezza ai negramAro, da Fabri Fibra a Marracash. In un momento nel quale il grosso pubblico pensa che i nuovi talenti della musica italiana vengano solo dai talent show, vogliamo continuare a investire energia, entusiasmo e "spazi" per dare visibilità ai giovani musicisti che lo meritano, che suonano davvero, che hanno un "progetto musicale", che siano già sotto contratto discografico oppure no. "mancanoglispazi” è il blog che terrò da oggi su questa pagina. In fondo cos'è un blog se non il posto in cui un tizio scrive quello che gli pare e qualcun altro, se gli va, lo legge? Ecco, faremo così anche noi, cercando di darvi sempre spunti interessanti di riflessione, consigli, notizie e punti di vista su quello che succede nella musica. Spero vi possa essere utile, o magari solo dilettevole. Se tra di voi ci saranno le superstar del futuro o no, nessuno lo sa. Per il momento il primo consiglio è: fate la musica che vi sentite di fare, non fatela con l'obiettivo di diventare ricchi e famosi. Se poi sarete così bravi da diventare davvero ricchi e famosi, allora sarete contenti di esserci riusciti con la vostra musica e un giorno mi offrirete una birra al bar. Se non lo diventerete, comunque sarete contenti di suonare e la birra ve la offro io perché mi piacete. E non vi lamentate che "mancano gli spazi", perché non è vero. Ci risentiamo qui.