SMILE, una band che non ci aspettavamo

Ma che è un piacere conoscere

Nati a Torino nel luglio 2019, gli Smile sono Michele Sarda (Neverwhere, Swörn, New Adventures in Lo-Fi), Hamilton Santià (Somewhere Between), Francesco Musso (Maniaxxx, Lay) e Mariano Zaffarano. 

Michele Sarda e Hamilton Santià decidono di tornare a suonare insieme dieci anni dopo gli Squirrel con un’indie rock mix di influenze che pescano nella tradizione indie con cui sono cresciuti (R.E.M., Smiths, Hüsker Dü, Replacements, Wedding Present) per raccontare un presente che tenga ben fermo il punto di vista sull’alienazione di oggi. Lavori precari, città post-industriali, fantasmi dei futuri perduti. Le canzoni degli Smile non vogliono essere un antidoto quanto una descrizione di quello che si vede da una finestra mentre la vita scorre e i fogli excel non accennano a finire. Ogni giorno, dalle 9 alle 18, poi coprifuoco. Musica nervosa e desolante, con melodie scintillanti e chitarre jangle. 

Hanno diviso il palco, fino a quando è stato possibile, con Krepax, Starving Pets, White Pagoda e Gogs suonando in prestigiosi locali torinesi come Astoria e Blah Blah. 

Hanno partecipato alla compilation tributo della scena indie torinese a Daniele Johnston “From Turin To Austin” (Dotto, 2020) con “Life in Vain”.

Il loro primo disco, “The name of this band is Smile” è appena uscito per l’etichetta di culto Subjangle (già artefice di piccoli successi jangle-pop come 3am Again, The Hannah Barberas, Alpine Subs, Crystal Furs e Umbrella Puzzles) e per Dotto, label torinese dietro a New Adventures in Lo-Fi, Swörn e Lechuck.