Marco Mengoni ha rivelato di soffrire di dismorfismo

“Un problema di famiglia”

Oltre ad essere un cantante di grande talento, Marco Mengoni è proprio bello. Un complimento che però è meglio non rivolgergli di persona: “Potrei rispondervi in tono finto stizzito”, dice lui. “È un atteggiamento figlio della mia storia psicologica... Tutta colpa del dismorfismo, un problema di famiglia”.

In una nuova intervista con Sette, il settimanale del Corriere della Sera, Marco Mengoni ha rivelato di soffrire di dismorfismo, un disturbo caratterizzato dalla preoccupazione di percepire difetti nell’aspetto fisico inesistenti, o più grandi di quanto non siano in realtà.

marco-mengoni-orari-concerto-milano-forum-5-7-8-10-ottobre

Il cantante 33enne, che ha da poco pubblicato il suo nuovo album “Materia (pelle)” ed è attualmente impegnato in tour, ha raccontato che pure sua nonna, sua mamma e sua zia soffrivano dello stesso disturbo: “Lei, mamma e zia erano donne bellissime che però nell’intimità soffrivano vedendosi piene di difetti. Si buttavano giù. Quante volte le ho sentite dire “quanto so’ brutta”. Mamma ha delle bellissime gambe e non si è mai messa la gonna, per vergogna...”.

Il dismorfismo, o dismorfofobia, è un disturbo di cui soffrono anche altre celebrità, come Kim Kardashian, Robert Pattinson, Miley Cyrus e Chloë Grace Moretz.

Marco Mengoni ha quindi spiegato che da teenager non ne soffriva: “Da ragazzino proprio no, nel senso che non pensavo proprio di poter avere appeal. Pesavo quei 106 chili, avevo i capelli lunghi che mi coprivano gli occhi quasi a non voler far individuare il mio stato d’animo. Più avanti ho fatto fatica a capire il confine fra bellezza oggettiva e soggettiva proprio per il dismorfismo, che è una patologia, e così ho iniziato a lavorare su me stesso. È stato difficile accettare che gli altri mi vedessero bello e anche nel mio percorso di analisi e terapia ci siamo incagliati su questo. Alla fine fa piacere sentirselo dire, però penso che la bellezza sia quel condimento in più in un piatto che deve essere già buono”.

Ad aiutarlo ci pensa però la musica: “Ho scoperto che la musica è un mezzo potente, che mi ha aiutato ad alleviare tanti momenti di una vita non facile”.

E anche una terapista: “Ci sono state esperienze che ho vissuto con un trasporto emotivo importante, sono stato punzecchiato dalla vita e dal karma. Certe esperienze non le vuoi vivere, o vuoi viverle in età più matura... Ho perso delle persone e ho passato mesi a non guardare più i messaggi e le foto per non avere ricordi. Mi ha aiutato dedicare un giorno alla settimana a me stesso, ai miei pensieri e alla mia emotività. Lo faccio con una terapista. E poi mi dedico a respirazione, meditazione, mindfulness”.

ph: ufficio stampa, getty images