Lo Utah ha bandito la dannosa “terapia di conversione” per i giovani LGBTQ+

Una pratica già condannata dalle associazioni mediche

Finalmente lo Utah ha bandito la già screditata "terapia di conversione" per i minorenni LGBTQ+.

Diventa così il 19esimo Stato USA ad aver adottato una legislazione che protegge i più giovani da questa pratica, che l'associazione per i diritti arcobaleno GLAAD definisce: "Un tentativo di cambiare l'orientamento sessuale, l'identità di genere o l'espressione di genere di una persona".

Secondo lo UCLA Williams Institute, circa 350mila ragazzi e ragazze in tutti gli Stati Uniti sono stati sottoposti a una "terapia di conversione".

"È un grande passo, un punto di svolta" ha detto Mathew Shurka agli amici di MTV USA, un ragazzo che purtroppo ha testato questa pratica sulla propria pelle e ora è diventato un attivista perché quello che è successo a lui non succeda più a nessuno. Ha anche sottolineato come l'argomento non sia più politicamente di destra o di sinistra: "Se guardi ai 19 Stati che l'hanno bandita, otto dei governatori che hanno firmato sono Repubblicani".

Repubblicano, quindi del partito più conservatore, è anche il governatore dello Utah Gary Herbert: "Lo ringraziamo perché ha preso una decisione che permette alla scienza di prevalere sulla politica" ha fatto eco Troy Williams, direttore di Equality Utah. 

Molte figure mediche professionali, come l'associazione degli psichiatri, quella degli psicologi e quella dei pediatri americani, da tempo avevano dato parere negativo su questa pratica, descrivendola come "futile e distruttiva".

Diversi studi avevano dimostrato che la "terapia di conversione" ha solo effetti negativi sulla salute mentale, come fattore che può incrementare il tasso di suicidio tra la gioventù LGBTQ+.

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