È la Giornata internazionale contro l’omobitransfobia 2021, al motto di “Vaccinati contro l’odio”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mandato un forte messaggio per dire no alle intolleranze e sì alla solidarietà

Oggi 17 maggio è la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia.

Conosciuta anche come IDAHOBIT (acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), è stata istituita nel 2004 in occasione dei 14 anni dalla rimozione dell'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Un'occasione per riflettere su cosa possiamo fare per continuare a combattere le discriminazioni contro la comunità LGBTQIA+* e per alzare il volume e passare parola, di modo che sempre più persone si impegnino attivamente su questo tema.

Per l'edizione 2021, le associazioni arcobaleno come l'Arcigay hanno lanciato il motto: "Vaccinati contro l'odio": "Il virus della discriminazione contro le persone LGBTQIA+* si combatte con gli anticorpi della cultura, dell’educazione, del rispetto" si legge sul sito Arcigay.

Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha mandato un forte messaggio per dire no alle intolleranze e sì alla solidarietà: "La Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia è l'occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea".

"Le attitudini personali e l'orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica - ha ricordato il capo dello Stato - La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili".

"La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. Purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l'intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l'opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza".

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