Britney Spears accusa la sua famiglia: “Mi hanno letteralmente uccisa”

Le rivelazioni della cantante in un messaggio audio poi rimosso

È un vero piacere risentire la voce di Britney Spears su disco, dopo 6 anni di assenza dalla scena musicale, nel duetto “Hold Me Closer” realizzato insieme ad Elton John. Nelle ultime ore la popstar sta però tornando a far parlare di sé anche per le sue vicissitudini personali e familiari.

Con un lungo messaggo audio postato su YouTube, successivamente rimosso, Britney Spears ha parlato della tutela legale che l’ha tenuta sotto il controllo di suo padre, Jamie Spears, dal 2008 fino al novembre 2021.

Nel messaggio Britney dice: “Mi sono svegliata questa mattina e mi sono resa conto che c'erano molti pensieri nella mia testa che non avevo condiviso con nessuno. […] Non ottengo nulla dalla condivisione di tutto questo. Ho ricevuto offerte per interviste con Oprah e tante altre persone per un sacco di soldi, ma è una follia. Non voglio nulla di tutto ciò. Per me, tutto ciò va al di là di un'intervista vera e propria”.

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Britney Spears aggiunge quindi: “Finora, a causa della punizione di mio padre, non ero in grado di vedere nessuno o dire nulla, niente di tutto ciò aveva senso per me. Una donna ha presentato l'idea a mio padre, e mia madre in realtà lo ha aiutato”.

Nel 2008, la notte in cui tutto è iniziato, la popstar oggi 40enne ricorda che “c'erano oltre 200 paparazzi fuori da casa mia che mi filmavano attraverso il finestrino di un'ambulanza, ma era tutto preparato anche se non c'erano droghe nel mio corpo, niente alcol, era puro abuso”.

La cantante continua dicendo che nel corso della tutela “tutti i giorni mi dicevano che ero grassa. Mi facevano sentire una nullità e io ci credevo. Mi dicevano che le mie performance erano orribili e io non potevo fare nulla perché ero diventata un robot, non mi importava più di nulla. Mi mandavano alle riunioni degli alcolisti anonimi pur sapendo che non ero alcolizzata. Mi hanno costretta ad affrontare ore di psicoterapia, sotto la loro guida. Avevo 30 anni e dovevo sottostare alle regole di mio padre. E mia madre, mio fratello, i miei amici: tutti vedevano, tutti sapevano e nessuno faceva niente. Mi hanno letteralmente uccisa. Mi hanno buttata via. Ecco come mi sono sentita, la mia famiglia mi ha gettata via”.

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