Uncharted 4: Fine di un ladro (Recensione, PS4)

La recensione di Uncharted 4, l'ultima avventura di Nathan Drake, il gioco perfetto. Guarda il video!

C'è un momento ben preciso in cui ti rendi conto di che gioco incredibile sia Uncharted 4: Fine di un ladro, e stranamente non si tratta di una sparatoria alla Die Hard, un inseguimento a rotta di collo o l'arrampicata su una parete rocciosa della costa scozzese. È uno degli istanti in cui la nuova avventura di Naughty Dog per PS4 rallenta, fa parlare i suoi personaggi, si interfaccia direttamente con il cuore di chi sta giocando. I precedenti Uncharted erano stati degli esilaranti giri su un ottovolante impazzito, una sequenza indiavolata di salti, esplosioni e nemici da annaffiare di piombo. Talmente densi da non riuscire forse, però, a farti apprezzare a volte determinati passaggi, che scivolavano via veloci, uno dietro l'altro. Qui, quando i momenti da giostra arrivano, magari dopo un dialogo (scritto benissimo) con una vecchia conoscenza o una sensuale avversaria, te li godi di più. Uncharted 4 è diverso, è un titolo dotato di quella particolare magia che, al di là della grafica mostruosa e di tutti i suoi pregi tecnici, lo rende diverso. Speciale.
 

Nathan e Sam Drake
 

Non è un caso che la storia di Uncharted 4 sia così avvincente, visto che dietro ci sono gli stessi creativi che hanno piazzato a tradimento delle cipolle appena sbucciate sotto gli occhi di milioni di giocatori con il bellissimo The Last of Us. Pur in un contesto chiaramente diverso (qui l'avventura alla Indiana Jones, lì la fine del mondo), Uncharted 4 è in grado di regalare lo stesso frullato di risate e momenti toccanti. Nathan Drake è un uomo diverso da come l'avevamo visto l'ultima volta. Ha appeso la pistola e la bussola al chiodo e conduce una vita come tante, in quella placida malinconia di chi crede di aver chiuso per sempre con una parte della sua vita. In breve, s'è accasato. Ma quando il passato torna a bussare alla sua porta, sotto forma di un fratello creduto a lungo morto, Nathan torna in azione. C'è il tesoro del pirata Henry Avery, un bottino da 400 milioni di dollari, da trovare. C'è un fratello con cui tornare a saltare di tetto in tetto come una volta. C'è l'Avventura, con la A e tutte le altre lettere maiuscole, e non si può resistere mica al suo richiamo. Eh, no.

 

Nathan e Sully

 

Gli ingredienti infilati nel frullatore per tirarne fuori questa nuova sgambata di Nathan sono apparentemente sempre gli stessi. Sequenze platform, squadroni di nemici da spedire al loro creatore digitale, fasi stealth, rompicapo da risolvere. Eppure tutto funziona meglio, per un lavoro di affinamento delle meccaniche di gioco che ha riguardato ciascuno di questi elementi. Le arrampicate scorrono più fluide e durano il giusto, i nemici non sono più spugne per proiettili che o li becchi in fronte o ciccia, le fasi stealth sono soddisfacenti se te le giochi da ninja, ma ti lasciano la libertà anche di fregartene, impugnare un mitra e farti largo con la delicatezza di un Rambo nevrastenico e campionissimo di parkour. Poi ci sono le sezioni più ampie, da esplorare in libertà: non è un free roaming, chiaro, però queste mappe più aperte contribuiscono a quel cambio di ritmo cui si accennava prima. Il rampino, principale novità del gioco, aumenta il numero di situazioni diverse in cui Nathan può venirsi a trovare, calandosi da un crepaccio o salvandosi la buccia all'ultimo secondo mentre sta scivolando lungo un pendio. Lo si può utilizzare per buona parte del gioco solo in punti prefissati, ma non manca la possibilità di almeno un paio di impieghi creativi. La fisicità che si avverte mentre si spenzola attaccati a quel cavo è la stessa delle scazzottate del gioco, ancora più “vere” di quelle di Uncharted 3. E non era mica facile.

 

Elena

 

Se dovessimo scegliere solo due aggettivi per descrivere la grafica di Uncharted 4, pescheremmo “incredibile” e “fuori-dal-mondo”. Vale “fuori-dal-mondo”? Dai, sì, vale. Naughty Dog ci aveva abituati con i capitoli precedenti di questa serie a prodigiosi balzi tecnologici, a giochi che erano anni luce più avanti rispetto alla concorrenza, destinati ogni volta a settare nuovi standard. Bene, Uncharted 4 non si accontenta di questo: è un gioco ai confini dell'impossibile, talmente vivo e reale che ti verrà da chiederti se qualcuno abbia sostituito di soppiatto la tua PS4 in salotto con un nuovo prototipo Sony.

 

 

Le espressioni dei personaggi, il modo in cui si muovono e interagiscono con lo scenario, i loro vestiti, la quantità enorme di dettagli dei mondi esplorati da Nathan... Tornare a giocare un altro titolo dalla grafica realistica dopo questo è come infilarsi nell'abitacolo di una Cinquecento del '93 di terza mano dopo aver guidato una Lamborghini nuova di zecca. Eccellente anche l'audio, sia per le musiche che per il doppiaggio, con un'unica nota stonata che riguarda... dei nostri connazionali. In un livello, ambientato nella gigantesca villa Rossi, da qualche parte a metà strada tra Ravello e le Cinque Terre, guardie e camerieri parlano tutti come Super Mario, perché evidentemente sono stati ingaggiati dei doppiatori italoamericani. E il buffo problema si presenta sia giocando in inglese che in italiano. Mamma mia!

 

 

Un gioco con una storia così appagante avrebbe potuto anche fare a meno del multiplayer e nessuno gli avrebbe detto probabilmente nulla. Invece in Uncharted 4 il multi c'è ed è anche parecchio divertente. Le modalità sono solo tre, il classico deathmatch a squadre, Controllo e Saccheggio (in cui devi riportare un idolo alla base), ma le possibilità di personalizzazione del proprio personaggio sono una di quelle droghe potenti che ti incollano a un titolo a lungo. Armi, equipaggiamento, oggetti mistici ("Beccatevi gli spettri di El Dorado con questo totem, perdenti!"), skin, "spalle" da cui farsi dare una mano... E fino alla primavera del prossimo anno, tutti i DLC con elementi aggiuntivi per il multiplayer saranno gratuiti, ha promesso Naughty Dog. Serve altro?

 

Voto: 10/10

Un titolo venuto dal futuro prossimo del videogioco per dimostrare a tutti gli smanettoni del mondo che sì, una PS4 può tirar fuori una roba del genere. Uncharted 4 è un nuovo termine di paragone non solo per gli action adventure, ma per l'intera industria dell'intrattenimento elettronico. Lungo, curato fin nei minimi dettagli, avvincente e in grado di lasciarti qualcosa, mentre ti diverti come un pazzo inseguendo l'ennesimo tesoro perduto.