Tekken 7 (Recensione, PS4, Xbox One, PC)

Il Re dei picchiaduro è tornato, portandosi dietro tanti tizi vestiti malissimo.

di DocManhattan

La famiglia Mishima è fatta così. Cioè male. Ventitre anni dopo il primo Tekken, sono ancora lì a rovinarsi i denti e il fegato, prendendosi a pugni e gettandosi reciprocamente giù da un dirupo o dentro un vulcano, anziché regalarsi un paio di pantofole a Natale come tutti. Una storia, quella di Heihachi, del figlio Kazuya, del nipote Jin e di tutto il resto della dinastia, così incasinata da far sembrare le vicende dei Forrester di Beautiful dannatamente banali. Tanto che Tekken 7, nella sua modalità principale per il single player e tutta incentrata sul clan, Storia: la saga dei Mishima, neanche ci prova a spiegarti come sono andate le cose fino a oggi.


Lo Story Trailer di Tekken 7: citofonare Mishima.

Presume, Tekken 7, che tu conosca già gli eventi fino a Tekken 6 e butta tutta la banda nella mischia ripartendo da lì. La modalità Storia avrebbe dovuto rappresentare secondo Namco Bandai uno dei punti di forza del gioco, grazie al modo in cui è infiocchettata, al passaggio senza stacchi troppo vistosi tra le sequenze d'intermezzo, le legnate 1 vs 1 e delle fasi survival contro un certo numero di robot o soldati. Ma questa modalità non dura molto e non è esattamente la fiera del wow. La Storia del recente Injustice 2, ad esempio, è molto più convincente. 

Tekken 7 Storia

Si impegna nel cercare di dare un tono (tetro, per la precisione) a questa sequenza infinita di parenti prossimi gettati in un burrone, questo sì, ma per alcuni versi abbiamo trovato più divertenti le pillole degli Episodi Personaggio, singole battaglie con cui viene raccontato, con ironia, un pezzettino di storia di tutti gli altri lottatori al di fuori dei Mishima.

tekken 7 recensione

A completare l'offerta offline di Tekken 7 ci sono le Battaglie Arcade (una breve serie di scontri) e soprattutto le Battaglie Tesoro, uno degli aspetti più divertenti del gioco. La personalizzazione dei lottatori tocca anche qui vette di pura follia, e le Battaglie Tesoro permettono di accumulare non solo - come tutte le altre - la valuta virtuale con cui si possono comprare vestiti e accessori, ma anche di sbloccare direttamente molti di questi oggetti. Abbiamo trascorso ORE a trasformare King in una mezza dozzina di wrestler diversi o per cercare di rendere ancora più tamarri Jin e Paul. Sì, per quanto sia un'impresa apparentemente impossibile. 

tekken 7 recensione

Il roster di personaggi arriva a quota 35 e se calcoli che molti di essi hanno più di 150 mosse diverse, la quantità di tempo necessaria per mandare a memoria il moveset di una manciata di lottatori è pari circa a +infinito. Tekken 7 vive la sua prima vita da picchiaduro nelle sale giochi giapponesi già da oltre due anni, questa approdata su console è la una sua versione affinata da diversi aggiornamenti, e si vede. I combattimenti scorrono lisci come il mercurio di decine di termometri vintage rotti e garantiscono un'esaltazione senza pari, il che poi è da sempre il punto di forza dei Tekken. Facile prenderci la mano, soprattutto con i lottatori più indulgenti verso il martellamento selvaggio dei tasti (trad: sì, ancora oggi chi usa Eddy Gordo è un niubbo), facile impazzire nel tentativo di padroneggiare ogni singolo colpo. 

tekken 7 akuma

Fa ancora strano vedere Akuma di Street Fighter nella mischia, lì a spararsi le sue pose di schiena da bullo dell'autoscontro, a mescolare alcune sue mosse classiche pescate dalla saga rivale Capcom con altre pensate appositamente per calarlo in questo gioco. Gli altri volti nuovi di Tekken 7 sono un mix di soggetti improbabili, come da tradizione, dall'otaku Lucky Cloe (che ha fatto andare in carogna alla sua comparsa molti fan del gioco) all'esorcista italiano Claudio Serafino, passando per il cugino cibernetico di Hulk, Gigas. L'aggiunta delle Rage Art e dei Rage Drive aumenta le possibilità tattiche nell'amorevole scambio di calci in faccia e chiavi articolari, ma anche i recuperi in extremis per il rotto della cuffia e le pure botte di fortuna con la C maiuscola: si attivano infatti quando la barra vitale è agli sgoccioli e permettono, con il giusto tempismo, di ribaltare la situazione. Non sono tuttavia difficili da parare, il che impedisce fortunatamente di abusarne nelle partite contro avversari in carne e pad.   

tekken 7 recensione

Nella versione PlayStation 4 di Tekken 7 ci sono infine due modalità fruibili con il PlayStation VR, ma sono tutt'altro che memorabili. La Battaglia VR è semplicemente un modo per vedere i match con il caschetto, in un ambiente VR molto spoglio e scegliendo tra le angolazioni e i livelli di zoom disponibili. Il Visualizzatore VR permette invece di ammirare i modelli 3D dei lottatori personalizzati, ruotandoli a un palmo dal tuo naso. Tolto che resta l'unico modo per contemplare da vicino le tette della brasiliana Katarina Alves, non c'è molto altro da aggiungere al riguardo.

tekken 7

I server di Tekken 7 sono al momento in cui scriviamo ancora comprensibilmente semi-deserti (il gioco esce in tutto il pianeta domani), ma i match che abbiamo affrontato negli ultimi giorni sono scivolati via in modo egregio. I vari filtri per la ricerca e le possibilità di customizzare la propria scheda giocatore con tutta una serie di barocchissime cavolatine, fungono da cornice a scontri in cui puoi provare immediatamente a recuperare l'onore perduto, quando un giapponese ti ha rifilato tre perfect prendendoti a unghiate con Panda, grazie all'opzione per un re-match vendetta veloce. Così fai a tempo a prenderne ancora, chiaro.

Voto: 9/10
La Storia non sarà il massimo, ma Tekken 7 resta un gioco ricco di contenuti, straripante di lottatori e con un sistema di combattimento solido come gli zoccoli di Heihachi.
Tekken 7 sarà disponibile da domani, 2 giugno, per PlayStation 4 (versione provata), Xbox One e PC. Le iscrizioni al club Gli Amici di King sono aperte, per entrarne a far parte basta indossare una maschera da giaguaro. E ruggire.