Robinson: The Journey (Recensione, PS4)

Un pianeta alieno e pieno di dinosauri, da esplorare con il PlayStation VR? Fico, no? Beh, in parte.

di DocManhattan

Robinson: The Journey è un gioco per PlayStation VR dalle premesse indubbiamente intriganti. Un pianeta inesplorato, dal poco rassicurante nome di Tyson III. Un ragazzino, unico sopravvissuto allo schianto della sua nave, piccolo Robinson Crusoe cosmico che si chiama appropriatamente Robin e quindi è perfetto per la parte. Una palletta volante insopportabile, l'intelligenza artificiale HIGS, che vorresti poter distruggere dopo cinque minuti, e un cucciolo di dinosauro, Laika, che ubbidisce ai tuoi comandi (beh, più o meno), come compagni di avventura. E soprattutto la facoltà, merce rara nella prima generazione di giochi per la realtà virtuale Sony, di muoverti liberamente. Ed è qui, in più di un senso, che iniziano i problemi.

Robinson: The Journey non è un gioco d'azione, ma un'avventura - per fare gli anziani, un'avventura punta e clicca - visto che Robin deve interagire con il suo spicchio di pianeta trovando degli oggetti e utilizzandoli nel modo corretto per poter proseguire. Il fatto curioso è che nel gioco agiterai davanti a te un accrocchio che ha tutta l'aria di una versione leggermente fantascientifica del Move, ma il Move NON è al momento supportato, puoi utilizzare solo il DualShock 4. Agendo su grilletti e leve del pad di PS4, puoi manipolare gli oggetti e scansionare le varie creature che incontri. Quest'ultima, per inciso, è una delle cose più divertenti del gioco, perché devi farlo in un ordine preciso e perché il tutto ricorda - parliamo solo di questa faccenda, occhio, non facciamo confusione - i bellissimi Metroid Prime per Nintendo GameCube.

1 Robinson the Journey recensione PS4

Il primo cruccio è che in Robinson: The Journey non è mai troppo chiaro cosa tu debba fare per proseguire. HIGS è d'aiuto quanto un pentolino bucato, con il risultato che il gioco dura sei o sette ore, ma tolti i tempi morti ne impiegheresti la metà. Buona parte del tempo la trascorrerai a cercare di interagire con tanti elementi purtroppo non interattivi e a guardarti intorno a caccia dei pezzi del puzzle per proseguire. Dice: ok, ma è così in tutte le avventure. Vero, ma è lì, proprio nel guardarti intorno, che subentra il secondo problema. A meno che tu non trovi divertente il mal d'auto, oh. Tutto può essere...

3 Robinson the Journey recensione

Il consiglio di cui parlavamo stamattina, su un'opzione poco nota di PlayStation VR, aiuta a limitare la nausea, ma la possibilità di ruotare la visuale liberamente con lo stick destro è la causa principale come noto del mal di mare da realtà virtuale. Di default, Robinson permette di ruotare l'inquadratura "a scatti", come in Here They Lie, ma abituati come siamo ai giochi in scenari tridimensionali, da navigare con i due stick, viene naturale provare a passare subito a una libertà di campo totale. Il motion sickness è qualcosa di soggettivo, e magari c'è chi riuscirà a giocare anche così perfettamente, noi l'abbiamo trovato difficile, tornando presto agli scatti: con l'impostazione "di fabbrica", le cose sono andate molto meglio.

2 Robinson the Journey recensione

Per quanto insomma sia concettualmente accattivante l'idea, Robinson: The Journey non è un gioco perfetto e non è probabilmente neanche un gioco per tutti. Però ha i suoi punti di forza. Innanzitutto il fatto che il suo mondo, visto dall'interno, sia di grandissima atmosfera. Con le difficoltà del caso e quello che vuoi, ma dopo aver tanto parlato dei "mondi esplorabili" nella realtà virtuale, qui ne hai davvero uno in cui gironzolare, ed è anche splendido. Perché a Crytek (il team dei vari Crysis), sul lato tecnico, nessuno può dire davvero nulla. Divertenti inoltre le fasi di arrampicata, versione semplificata del gioco di free climbing realizzato dalla stessa Crytek per Oculus Rift (The Climb).

Voto: 6.5/10
A un prezzo ridotto, come Batman: Arkham VR, Robinson: The Journey sarebbe stato un titolo con cui trascorrere qualche ora e da tirar fuori per sbalordire gli amici. Ma a 59,99 euro è tutto un altro paio di maniche. E no, visto il tema, non lo diciamo per i fare i tirannosauri dalle braccine corte. Meglio aspettare magari un taglio di prezzo e, se possibile, farci prima un giro: i dinosauri non saranno un problema, il mal di mare da virtualnauta magari sì.