Anche il mondo dei videogiochi, come Rihanna, ce l’ha con Trump

L'industria del videogame reagisce al decreto con un facepalm.

di DocManhattan

C'è mezzo mondo, là fuori, proprio per nulla contento della stretta sull'immigrazione del neo-presidente Trump, che impedirà per i prossimi mesi l'ingresso negli USA a chi proviene da sei paesi a maggioranza musulmana (e perciò noto come #MuslimBan). Contro la mossa di Trump si sono schierati attori, cantanti e personalità di Hollywood*

Rihanna, tra l'altro, ci è andata come vediamo leggerissima, con un commento molto tecnico in cui dà al presidente del "porco immorale sparastron*ate". Ma anche tutti i grandi nomi della Silicon Valley (Google, Amazon, Microsoft...). Ci mettiamo pure una lista lunga così di procuratori generali che ritengono costituzionalmente illegittimo il provvedimento e perfino il nuovo ministro della giustizia, appena silurato perché secondo Trump non ha difeso come doveva il decreto. In attesa di vedere anche Trump mettersi contro se stesso, come l'ha presa l'industria dei videogiochi? Un mondo globale, multietnico e dalle vedute aperte come questo settore potrà mai essere d'accordo con la mossa di sua ciuffezza? #Credici.

La Game Developers Conference è la prima grande fiera del videogame dell'anno e si terrà come sempre a San Francisco tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, proprio durante il periodo in cui sarà in vigore il blocco. La dichiarazione ufficiale della GDC, la vediamo qui sopra, parla di orrore per il #MuslimBan. Roba da far concorrenza a Resident Evil 7.

esa contro trump

L'ESA, Entertainment Software Association, l'associazione di categoria statunitense, ha emesso ieri un comunicato in cui chiede alla Casa Bianca di riconoscere l'importanza che nel mondo dell'entertainment hanno i contributi provenienti da ogni parte del mondo, come dimostra il numero di stranieri presenti nelle aziende che fanno parte dell'associazione. 

C'è però chi, come Ted Price, capoccia di Insomniac Games (Spyro e i Ratchet & Clank? Di' grazie al vecchio Ted) non si è accontentato di qualche riga di testo e ha pensato di registrare questo videomessaggio per Trump. Per ribadire che team come il suo sono composti guardando al talento delle persone, non alla loro religione o a cosa c'è scritto sul passaporto. 

*Ah, già, per "personalità di Hollywood" intendiamo ovviamente tutti gli altri tipi famosi non appartenenti alle altre categorie, un party di cui è presidente a vita Kim Kardashian, che in questo tweet sbeffeggia Trump con la forza dei numeri:

Valle a dare torto.

 

Guarda come hanno votato le star:

trump star cantanti