Resident Evil 7: Biohazard (Review, PS4, XBO, PC)

Riuscito ritorno all'horror per un Resident Evil super-inquietante. Paura, eh?

di DocManhattan

Un lungo corridoio illuminato male. La bellezza di zero cartucce per il fucile, una manciata di proiettili per la pistola: così pochi che forse sarebbe meglio provare a giocarsela con il coltello. O tentare direttamente la fuga con tanto di dribbling, solo che qualcosa ci dice che non funzionerebbe. E quel qualcosa è che ci abbiamo già provato e siamo morti. Non sappiamo cosa ci sia dietro quell'angolo, nel senso che non sappiamo se quei mostri ci hanno seguito fin lì. Inquietudine, respiriamo una leggera inquietudine: non ci succedeva con un Resident Evil da... beh, dal primissimo gioco della serie. Benvenuto nel mondo di Resident Evil 7: Biohazard, la rivoluzione più nostalgica che Capcom potesse inventarsi.


I primi sette minuti di gioco di Resident Evil 7: Biohazard.

LE CONSOLE HANNO GLI OCCHI
Sono passati vent'anni dal primo Resident Evil e credevi che Resident Evil 7: Biohazard, questo sbandierato ritorno alle radici horror della saga, sarebbe stato completamente diverso dai suoi predecessori. La visuale in soggettiva, la possibilità di fruirselo tutto con il caschetto del PlayStation VR, la trama in stile Non aprite quella porta. E invece Resident Evil 7 è, incredibilmente, tanto nuovo quanto fermamente ancorato alle radici della serie Capcom. Non ci sono zombie e cambia il contesto, ma ti riprecipita come l'originale in un mondo ostile dove devi aggrapparti con le unghie a pochi oggetti curativi, alla ricerca di un'altra stramba chiave dal nome buffo per sbloccare un'altra ala dell'edificio. Mescolando erbe e fluidi, risolvendo puzzle creati da qualche sadico abbonato della settimana enigmistica dei mostri. 

resident evil 7 biohazard recensione

THE LOUISIANA CHAINSAW MASSACRE
La storia non si perde in preamboli, gettando immediatamente il protagonista - un uomo chiamato Ethan Winters, alla ricerca della moglie a lungo creduta scomparsa -  in pasto alle diaboliche creature di una casa in Louisiana. Da principio la trama sembra completamente slegata dalle vicende dei giochi precedenti... ma sarà davvero così? Nel corso di una dozzina di ore circa, Ethan s'imbatterà in orrori indicibili e in alcuni mostri coriacei e ostinati ai confini della maleducazione, guarda. Senza svelare nulla della trama, diremo solo che alcuni nemici non possono essere uccisi, ma solo messi fuori gioco per un po'. Il che crea delle meccaniche alla Alien: Isolation (2014) o, per restare in casa Capcom, alla Resident Evil 3: Nemesis, con questo pericolo incombente che ti porti dietro e che può risbucare fuori all'improvviso. Bella lì, coronarie.

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LIKE A BOSS (DI QUALCUN ALTRO)
Dopo la deriva action di Resident Evil 6, Resident Evil 7: Biohazard ci tiene a ribadire in continuazione la propria natura di gioco horror, o - che è lo stesso - di survival horror in cui la fuga è spesso una dignitosissima compagna di viaggio, nonostante le armi raccattate in giro. E il trucco funziona a tal punto, entri dopo qualche ora talmente comodo (si fa per dire) nell'idea che di parte dei tuoi avversari non ti puoi sbarazzare con una rambata, che i boss fight del gioco forse stonano un po' con il resto. Lunghi confronti in cui puoi contare su armi, item curativi e munizioni in quantità in genere lì sì abbondanti, perché quei dannati sono spugne per proiettili e stai lì a impiombarli per minuti e minuti. Vero, è un ritorno alle origini anche quello, se vogliamo, ma in alcuni casi sembrano dei boss fight adatti più a un Metal Gear Solid.

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PLAYSTATION VR: REALTÀ VIRTUALE, STRIZZA REALE
Se giochi Resident Evil 7: Biohazard su PS4 hai in più la possibilità di sciroppartelo per intero con PlayStation VR. Com'è? Quasi un altro gioco. L'immersività è ovviamente enorme, e le possibilità di beccarsi un coccolone quando qualcosa ti salta addosso all'improvviso notevoli. Per quanto indurita sia la nostra pellaccia da anni e anni di film horror, abbiamo trovato alcuni momenti... come dire? Da natiche strettissime sulla punta del divano.

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Si riesce anche a puntare meglio il bersaglio con le armi da fuoco, sprecando meno proiettili (hai detto niente), ma il prezzo da pagare è una risoluzione minore che rende meno definito quell'ameno ambientino e a volte difficile esaminare le foto e altri oggetti di piccole dimensioni. La soluzione? Farti magari un primo giro sulla TV e un secondo - o delle brevi sessioni - con il PSVR, tanto si può passare da una modalità all'altra in qualsiasi momento. 

Voto: 9/10
No, Resident Evil 7: Biohazard non è un semplice horror in soggettiva con famiglia di cannibali che temevamo fosse, e no, non è poi così lontanto dal gioco da cui tutto è partito. Se vent'anni fa avessimo potuto immaginare un Resident Evil del futuro, bello come il primo ma ancora più immersivo, sinistro e maturo, probabilmente avremmo pensato qualcosa di molto simile. Non dura tantissimo (si finisce in una dozzina di ore o poco meno) e magari la grafica in soggettiva non sarà l'ideale per tutti, ma nel complesso funziona maledettamente bene. A parer nostro, tra i migliori Resident Evil di sempre, accanto al primo e a RE4. E anche qui, hai detto niente.

Resident Evil 7: Biohazard è disponibile per PlayStation 4 (versione provata), Xbox One e PC. Un joypad è stato maltrattato durante la realizzazione di questa recensione, ma era consenziente.