Deus Ex: Mankind Divided (Recensione, PS4, Xbox One, PC)

Anno 2029: Adam Jensen torna in azione in una nuova avventura cyberpunk, pronta a trasformarsi… in quello che vuoi tu.

di DocManhattan

Adam Jensen, il protagonista di Deus Ex: Mankind Divided, è un figo. Non perché ha una forza disumana e altri straordinari poteri grazie ai suoi impianti cibernetici: è figo perché ha gli occhiali da sole incorporati nel volto. Una cosa di una praticità rara. Cinque anni dopo Deus Ex: Human Revolution, Eidos Montreal torna a far visita al suo mondo cyberpunk con un nuovo capitolo della saga di Deus Ex. Un seguito diretto che sviluppa ancora meglio le premesse del già valido Human Revolution, regalandoti una libertà d’azione… beh, semplicemente incredibile.


Alcuni minuti di gioco di Deus Ex: Mankind Divided

Abbiamo perso il conto delle diverse strategie attuabili per entrare in una certa sala server che si incontra dopo qualche ora di gioco. Cercare un passaggio nei condotti dell’aria? Hackerare un computer per trovare la password? Provare a violare il sistema di chiusura della porta? Rubare il tesserino d’accesso? Non c’è una soluzione più giusta delle altre, perché sono tutte attuabili. Deus Ex: Mankind Divided è un gioco che ti spingerà a cercare un approccio non violento per risolvere i problemi, ma allo stesso tempo ti darà tutta la potenza di fuoco e la forza bruta necessaria per farti agire in modo diametralmente a posto. Nell’evoluzione di Jensen - che grazie al solito escamotage perde dopo il prologo tutte le abilità acquisite nel gioco precedente - potrai costruirti l’eroe che vuoi. Puoi far diventare Adam Jensen uno spettro ninja più sfuggente e invisibile di un Predator timido; puoi trasformarlo in una macchina di morte; puoi farne il miglior hacker di tutti i tempi. Il gioco si limita a presentarti una serie di problemi e a nasconderti in giro i tanti modi per risolverli: a te il compito di scegliere come giocartela, con tanto di soddisfazione bonus enorme se riuscirai a fare di testa tua.

1 Deus Ex Mankind Divided recensione

"CHIAMAMI JEN...SEN"
Si fa presto a perdonare a Deus Ex: Mankind Divided alcune sbavature, certi aspetti non esattamente da vetrina, come le facce del 99% dei suoi NPC. Quando ti immergi nella sua Praga del futuro, scoprendo un pezzo alla volta la sua storia e l’impatto che il finale di Human Revolution ha avuto sull’umanità, ti ritrovi personaggio pensante in grado di plasmarne il corso. E se non hai giocato il titolo precedente, nessun problema: un video opzionale all’inizio ti farà da provvidenziale spiegone per rimetterti in pari con gli eventi. Il tema “dell’apartheid meccanico”, dei cyborg emarginati e sottoposti a maggiori controlli rispetto agli umani non potenziati, è molto interessante, metafora fin troppo esplicita dei problemi di razzismo con cui il nostro tempo si trova ancora a dover fare i conti. Abbiamo avuto però l’impressione che lo spunto non sia stato sviluppato al meglio, e che anzi Deus Ex: Mankind Divided finisca in modo piuttosto brusco, lasciando appese alcune sottotrame e non affrontando il quadro - la situazione mondiale dopo il gioco precedente - nel suo insieme, come dopo il prologo sembrava destinato a fare. A guardarla da un altro punto di vista, è tutto materiale per un altro seguito, certo. Ammesso che questo venda abbastanza.

3 Deus Ex Mankind Divided recensione

C'È DA SPOSTARE UNA MACHINA
Il sistema di combattimento è migliorato rispetto a Human Revolution e anche la personalizzazione degli impianti cyborg, il sistema Praxis, è molto intelligente, perché ti permette di puntare momentaneamente su un certo potere, utile in una determinata situazione, disattivando degli altri. Mankind Divided è uno di quei giochi in cui ti scopri colpevolmente propenso ad abusare in modo ossessivo-compulsivo dei salvataggi liberi, salvando la posizione a ogni istante perché non sai mai se la condotta che stai seguendo ti porterà all’obiettivo… o ti farà trovare circondato dai poliziotti più di un tizio che ha deciso di rapinare con una cerbottana il bar interno di una centrale di polizia. La libertà di approccio significa anche poter scegliere, a ogni scontro, se uccidere o semplicemente mettere a nanna chi è d’intralcio alla missione, a mani nude, piantandogli le lame alla Wolverine che Jensen ha sugli avambracci o utilizzando diversi tipi di munizioni. E non si tratta unicamente di una scelta morale: stordire un nemico o ucciderlo può avere delle conseguenze, tanto in un caso quanto nell’altro, nel corso di quella missione.

2 Deus Ex Mankind Divided recensione

GHOST IN THE MALA STRANA
Se insistiamo sulla libertà d’approccio è perché non si tratta del punto di forza di questo nuovo Deus Ex: la libertà d’approccio È questo nuovo Deus Ex. Se sei un giocatore che predilige i titoli story-driven, di quelli in cui c’è una storia avvincente da seguire, ma non bisogna sbattersi troppo per farlo, è evidente che non si tratta del gioco che fa per te. Se, al contrario, ti sei mai chiesto come faccia una semplice porta a bloccare dei nemici armati di mitra o cosa impedisca a un supersoldato di sfondare un muro per stendere chi c’è dall’altra parte, beh, sarai felice di sapere che qui succedono entrambe le cose, tanto per iniziare.

Voto: 8.5/10
Deus Ex: Mankind Divided
è il gioco che tu vuoi che sia, a patto di avere la pazienza per imparare a usare i tanti strumenti che ti metterà sul tavolo. Per gli amanti della fantascienza alla Gibson e dei futuri dispotici (nonché di Praga) è un acquisto imperdibile. Peccato per un finale un po’ così, che non ha chiuso nel migliore dei modi le oltre trenta ore che il gioco ci ha portato via.

Deus Ex: Mankind Divided è disponibile per PS4 (versione provata), Xbox One e PC. E ora un bel sondaggio sui cyborg!