È una questione di sorrisi: intervista ad Andrea Casasanta, la promessa dello skateboarding italiano

Ha solo sedici anni, ma lo skater DC Andrea Casasanta, meglio noto come Gummy. Scopri di più su di lui nell'intervista realizzata per A Brief Glance!
Dietro un sorriso splendente si nasconde uno dei migliori skater italiani. Almeno fra gli under 18. Lo skater DC Shoes Andrea Casasanta aka Gummy ha appena sedici anni ma si è già fatto notare in tutta Italia - e non solo - grazie all’abilità dimostrata in rampa. Uno da tenere d’occhio insomma, e prima ancora da conoscere approfonditamente. Ecco quindi di seguito l’intervista realizzata da A Brief Glance Skateboard Mag, con le domande di Guido Bendotti e le belle foto di Davide Biondani!
                                                ©  Davide Biondani
Cominciamo con le classiche, noiose, presentazioni. Ciao a tutti, vengo da Ostia, vicino Roma. Ho sedici anni e skateo da dieci. Hai cominciato a skateare in una maniera un po’ insolita, giusto? Direi di sì, mio fratello all’epoca skateava e surfava, dato che a Ostia si può anche praticare surf. Un giorno mi ha portato con sé a The Spot, uno skatepark locale, e mi ha semplicemente detto di skateare. Ho cominciato così, e da allora non ho più smesso. Gli avevi chiesto tu di portarti a skateare? No, non gli avevo chiesto proprio niente, mi ha portato con lui, mi ha detto di skateare e io ho skateato! Grazie fratello! E se ti avesse portato a giocare a calcio? Il calcio è per gli scarsi, non ci ho mai giocato, ma ho praticato rugby nel corso degli ultimi dieci anni e mi piace un sacco, è uno sport da veri gentiluomini. Rugby e skateboarding possono convivere? Certo! Durante il giorno non gioco a rugby ma skateo, così riesco a gestire entrambe le attività senza problemi. L’unica cosa che mi preoccupa al momento è la scuola, frequento le superiori e mi sembra di non combinare nulla... Mi bocceranno, lo so. O meglio, spero proprio di no, anche se ho voti davvero bassi. Come mai hai preferito sin dall’inizio le strutture allo street skateboarding? Ho sempre skateato a The Spot, e sin da quando ero piccolo non ho mai prestato troppa attenzione allo street skateboarding. Ho skateato e basta, senza pensarci troppo su, e adesso ho qualche problema quando mi trovo a praticare dello street skate. Sicuramente è più facile imparare a girare in un park, piuttosto che per strada. Ma comunque la si metta, se non ci fosse stato The Spot oggi non sarei uno skater. Alla fine non c’è una ragione particolare, semplicemente mi trovo più a mio agio sulle strutture, capisci? L’importante è continuare a skateare. Anche perché è da un po’ di tempo che in Italia non si vedono vert skater di livello. Oggi però ci sono un sacco di giovanissimi che si stanno facendo notare. Il problema è che se non ci sono park, nessuno può imparare a skateare sulle strutture. Ora ci sono parecchi park dove puoi skateare bowl e vert. A proposito di giovanissimi, Ale Mazzara è davvero promettente. E ha solo dieci anni! Oggi per te è un problema trovare le giuste strutture per skateare, giusto? Da quando The Spot ha chiuso, è effettivamente un problema. Lo skatepark più vicino è a trenta chilometri di distanza da casa. Mi piace skateare sulla rampa del Bunker, ma ogni volta sono cinquanta chilometri. La scena vert romana è composta da gente come Jekill (storico graphic designer di H-Street), che oggi ha tipo cinquant’anni, e Ale Mazzara, che invece ne ha solamente dieci. E quella del Bunker è la prima vert ramp costruita di recente in Centro Italia. Roma ha sempre avuto una scena street, ma ora anche quella vert sta crescendo.
 
                                                ©  Davide Biondani
Per te è facile skateare su rampa? Sto imparando molti trick, e mi faccio anche più male di quanto me ne farei skateando per strada, questo è sicuro! Skateare in vert ti dà anche le basi per farlo in bowl, soprattutto quelle più grosse. Quando sei in bowl, tutto è un po’ più difficile, ma avere delle basi per partire aiuta sicuramente. Se potessi, skaterei solamente nelle bowl più grandi! E invece quello che succede è che qualcuno ti porta in uno spot e ti dice che trick fare, perché a te non ne viene in mente nemmeno uno. [Ride, NdR] È successo un paio di volte. Ero in un secret spot a Fiumicino e Davide Biondani mi ha chiesto di fare un Fs Blunt, e io gli ho detto che non sapevo come farlo. Dave ha risposto semplicemente “FALLO!” E dopo un paio di tentativi sono riuscito a chiuderlo. Sì! Ostia è una città sul mare, alle porte della capitale, Roma. Ostia è la città più bella del mondo, ci sono un sacco di donne bellissime e - soprattutto - c’è il mare. Preferisco cento volte Ostia a Roma, perché quest’ultima è troppo caotica. A parte la domenica, quando tutti i romani si spostano qua. Anche se sei giovane, hai skateato in contest importanti e gareggiato con atleti più grandi e conosciuti di te. Ma ti sei sempre mostrato rispettoso. Sono molto ansioso, ho sempre paura di sbagliare il primo trick. E per quanto riguarda i ragazzi più grandi, porto sempre rispetto e mi diverto molto a girare con loro. Però divento nervoso di fronte a video e fotocamere, e se non riesco a chiudere un trick vado fuori di testa, mi faccio prendere dall’ansia. Ti piace partecipare ai contest? Partecipo ai contest, in Italia e non solo, anche se per il momento ho skateato solamente in Europa. La scena vert sta crescendo, ma non mi piace moltissimo prendere parte ai contest, non mi diverto. Preferisco partecipare a quelli in bowl, c’è più energia. Ogni volta che partecipo a una competizione, torno a casa pensando a nuovi trick, mi sento ispirato. L’unico problema è la mancanza di bowl decenti nella mia zona.
                                               ©  Davide Biondani
A quale skater ti ispiri? Sicuramente Brad McClain! Ok, di domande noiose ne abbiamo fatte abbastanza, parliamo di cose serie. Dicono che tu abbia il profilo Whatsapp più caldo d’Italia. [Ride, NdR] Credo che Jacopo Picozza sia meglio posizionato di me, ma in testa alla classifica c’è il grande Manuele Mariotti, un vero Casanova, anche se ha un target molto più basso del mio. Dai, dicci come si fa! Tutto comincia con un like strategico su Facebook o Instagram, e poi il resto vien da sé. Una ragazza mi ha scritto il numero di telefono sul mio profilo Instagram, e io l’ho preso. Poi mi ha inviato di tutto, robe davvero esplicite, e quindi ho preso la mia decisione. Le ragazze bruttine le ignoro o le blocco. Quelle più carine, invece, vado avanti finché non ottengo quello che voglio. Certe cose però non posso mostrarvele! [Ride, NdR] Tutto questo perché sei famoso? Ora magari sì, prima le ragazze mi scrivevano semplicemente perché ci sapevo fare con lo skate. Davvero niente male! [Ride, NdR] Ti rendi conto che un po’ di anni fa lo skateboarding era roba da sfigati, vero? Infatti sono maledettamente fortunato! Pensi che un giorno riuscirai a vivere di skateboarding? Non ho grandi aspettative, faccio semplicemente quello che amo, e mi vedo fare lo stesso anche in futuro, ma farlo per vivere non è la mia priorità al momento. Voglio viaggiare, partecipare ai contest, e voglio anche un park vicino casa. Voglio andare negli States, dove ci sono un sacco di park e spot, un vero sogno. Per ora ho viaggiato solo in Europa, e voglio volare Oltreoceano per vedere che succede da quelle parti. Potrebbe essere un problema superare la frontiera con un profilo Whatsapp come il tuo. [Ride, NdR] Intervista di Guido Bendotti per abriefglance.com