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16 anni e incinta: la storia di Saida

Riflessioni sulla storia della seconda protagonista della quarta stagione

La seconda puntata di 16 anni e incinta (in onda venerdì alle 21.10 su MTV, Sky 133) racconterà la storia di Saida. I sessuologi di AISPA (Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata) hanno analizzato il rapporto tra maternità e giovane età. 

Saida (18 anni) e Michele, insieme da tre anni e mezzo, hanno già una bambina, Ginevra, di due anni. Al momento la ragazza è nuovamente incinta, così come sua madre, con la quale sta condividendo la dolce attesa. I rapporti con quest’ultima, la sua famiglia di origine e Michele si sono riappacificati dopo un momento burrascoso coinciso con la prima gravidanza. Nella maggior parte dei casi diventare mamme in giovane età può determinare un anticipo dell’evoluzione nello stadio adulto ma non per questo deve necessariamente avere conseguenze problematiche. La storia di Saida ci racconta di una crescita inevitabilmente veloce data dalle necessità di accudimento del bambino e dell’assunzione del ruolo materno che ha comunque avuto esito positivo. La ragazza si è dimostrata matura e responsabile, riuscendo così a recuperare il rapporto con la sua famiglia e a rinsaldare quello con il compagno. Il passaggio dall’essere coppia all’essere famiglia è complesso e rischioso sia per la coppia che per la crescita individuale, infatti viene considerato una “crisi di crescita”.  In questo caso però la coppia si trova in una condizione di vantaggio essendo al secondo figlio e pertanto l’assunzione di ruolo genitoriale e la presa in carico delle connesse responsabilità dovrebbero già essere avvenuti con la nascita di Ginevra. Inoltre entrambi i giovani non dovranno ulteriormente lottare per far sì che il loro ruolo di genitori e di coppia autonoma venga riconosciuto. La seconda gravidanza seppur parzialmente semplificata appunto dalla pregressa esperienza presenta la difficoltà di gestire un neonato e un bambino piccolo, in particolar modo Saida si dimostra particolarmente preoccupata per Ginevra, che non vuole assolutamente lasciare neanche durante i giorni del parto. Per questo motivo la ragazza vorrebbe partorire in casa, in modo tale da non dover separarsi dalla primogenita. Il parto in casa è stato riscoperto recentemente in quanto può capitare che le mamme preferiscano dare alla luce il proprio bambino nel conforto della propria stanza piuttosto che essere costrette alla medicalizzazione del parto ospedaliero, subentrato dalla seconda metà del secolo scorso. Se si vuole partorire in casa è necessario programmare accuratamente l’evento e bisogna essere certi che, prima di tutto, la mamma sia a basso rischio durante il parto, cioè si deve prevedere con un certo margine di sicurezza l’assenza di problemi durante il travaglio. Il parto in casa è necessariamente naturale, in quanto non è possibile eseguire cesarei o episiotomie (tagli chirurgici per ampliare la dilatazione vaginale e facilitare l’espulsione del feto). Una volta dato il benestare dal ginecologo per il parto casalingo la donna dovrà affidarsi ad un’ostetrica appositamente formata. Se da una parte partorire in casa assicura alla mamma la tranquillità di un ambiente confortevole e conosciuto, dall’altra dovrà accettare e sentirsi pronta nell’affrontare l’evento “a mente sana” senza la possibilità di poter usufruire dell’epidurale, la quale potrebbe essere sostituita dall’immersione della partoriente in acqua (il liquido allieva le tensioni e quindi i dolori) oppure dall’utilizzo di appositi elettrodi posti alla base della schiena durante il travaglio. La preoccupazione di Saida verso la figlia è comprensibile, le mamma in attesa del secondo o terzo figlio devono sempre fare i conti con la gestione degli altri già nati, organizzando nei minimi dettagli il loro accudimento durante la loro, seppur breve, assenza. Essendo la madre essa stessa incinta, non si sa quanto potrà esserle d’aiuto, e pertanto la ragazza dovrà contare sulla vicinanza di Michele, che dovrà cercare di gestire la piccola Ginevra durante i delicati giorni del parto, e sulla sua grande capacità di superare le difficoltà come ha già dimostrato di saper fare.

D.ssa Federica Casnici