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16 anni e incinta: la storia di Irene

Riflessioni sulla storia della prima protagonista della quarta stagione

Capita a volte che la storia si ripeta. Ci sono famiglie nelle quali si osserva una sorta di replica di eventi più o meno significativi lungo le varie generazioni. È il caso di Sonia e Irene, rispettivamente madre e figlia protagoniste della prima storia di 16 Anni e Incinta  (in onda ogni venerdì alle 21.10 su MTV, Sky 133), alle quali è toccata la stessa sorte: mentre la prima diede alla luce il primogenito all’età di 15 anni, Irene ha scoperto di essere incinta di Stefano a 19. La storia tra i due ragazzi, iniziata tra i banchi dell’istituto alberghiero che frequentavano entrambi, è ormai consolidata da sei anni di relazione. Nonostante l’iniziale titubanza di Irene circa la storia con Stefano (sia per la sua giovanissima età che per l’eccessiva gelosia), il 5 settembre si sono sposati con rito civile, probabilmente anche in vista dell’arrivo della bambina, alla quale sarà dato il nome Sonia, come la nonna materna prematuramente scomparsa. Attualmente la coppia vive presso la casa della ragazza, con il padre di lei.

Irene dovrà essere coraggiosa e molto forte perché dovrà affrontare un periodo complesso a causa di eventi avversi e difficoltà che si sono presentate tutte insieme: la morte prematura della mamma da una parte e la gravidanza complicata da problemi al rene dall’altra. La perdita di un genitore è uno dei lutti più dolorosi dei quali possiamo fare esperienza e per la giovane elaborare il lutto materno proprio mentre sta per diventare essa stessa mamma è qualcosa di totalmente contradditorio e innaturale. Ad Irene mancherà pertanto forse il sostegno più importante per una donna, anzi in questo caso una piccola donna, in gravidanza perché per ogni neomamma la propria madre nella maggior parte dei casi si rivela l’aiuto fondamentale per poter gestire questo grandissimo cambiamento di vita e di ruolo. Al momento la ragazza sta condividendo questo delicatissimo periodo con la nipote (la figlia della sorella maggiore) minore di un solo anno. Irene dovrà iniziare a lavorare per costruire, passo dopo passo, il ruolo di futura giovanissima mamma e per fare ciò dovrà avere la capacità di rievocare dentro di sé la figura della sua: gli insegnamenti, gli esempi da seguire e non, l’amore ricevuto. Irene sarà sicuramente offuscata dal dolore per la grave perdita ma dovrà avere questo come obiettivo, tra i tanti, per essere all’altezza di un ruolo così importante. Utile sarebbe trovare un supporto nella sorella come eventuale riferimento in caso di dubbi, paure e ansie tipiche delle mamme prima e dopo il parto. Fortunatamente la situazione di Irene e Stefano è migliore rispetto a tante altre gravidanze precoci in quanto la relazione è di lunga data, stabile e regolarizzata civilmente ma, soprattutto, entrambi non si dovranno trovare nelle condizioni di lasciare la scuola superiore per far fronte al ruolo genitoriale. Stefano dovrà prendersi la propria responsabilità di marito e di padre, cercando di garantire un sostegno non solo affettivo ed emotivo ma, soprattutto, economico per poter mantenere la sua famiglia. Se da una parte l’ospitalità del padre di Irene è fondamentale in questo momento così delicato, dall’altra il dover condividere gli spazi con una terza persona porterà i due ragazzi ad avere maggiore difficoltà nel recuperare la stabilità e la complicità persa dopo il lieto evento. Normalmente la nascita di un figlio causa già di per sé una fatica nel recupero della relazione di coppia per mancanza di momenti e spazi intimi; in questo caso Irene e Stefano dovranno impegnarsi ancora di più per trovare spazi per sé stessi e per la propria famiglia. La convivenza dovrà pertanto essere limitata nel tempo perché come in tutti questi casi il rischio è che la famiglia ospitante detti regole e stili di vita poco adatti alla giovane coppia che dovrà accettare la situazione finché non si presenterà la possibilità di potersi staccare e mantenersi in maniera autonoma. Il padre di Irene dovrà riconoscere il ruolo di Stefano come marito della figlia e padre della nipote, rispettandolo e accettando la sua presenza in casa, e rendersi conto che la “sua bambina” sta diventando madre. Il fatto di mettere al mondo un figlio non assicura lo sviluppo di competenze genitoriali, soprattutto se si diventa genitori così presto. Avere un bambino in giovanissima età comporta sempre la presenza di tante trasformazioni come diventare mamma e papà, diventare adulti, prendersi la responsabilità di una nuova vita, tutti eventi che dovrebbero avvenire in un preciso ordine per garantire il corretto sviluppo della persona.